HANS
MAGNUS
ENZENSBERGER
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Scegli tra gli errori
che ti son dati
ma scegli bene .
Forse è sbagliato
fare la cosa giusta
nel momento sbagliato
o giusto
fare la cosa sbagliata
nel momento giusto ?
Un passo falso non si corregge
. Il
giusto errore
una volta sfuggito
non tornerà così presto .
più leggeri dell’aria - traduzione
Anna Maria Carpi - 2001
|
Con parole diverse
dire la stessa cosa
sempre la stessa .
Sempre con le stesse parole
dire una cosa del tutto diversa
o la stessa in modo diverso .
Molte cose non dirle
o dire molto
con parole che non dicono niente .
Oppure tacere in modo eloquente .
opzioni per un poeta |
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Mediocrità e follia: considerazioni sparse
Se
dieci persone leggono un testo letterario, si hanno dieci letture diverse.
Lo sanno tutti. Nell'atto della lettura agiscono innumerevoli fattori del
tutto incontrollabili: la storia sociale e psichica di chi legge, le sue
attese e i suoi interessi, la disposizione del momento, la situazione in cui
legge: fattori non soltanto perfettamente legittimi e quindi da prendere sul
serio, ma comunque pregiudiziali del fatto che possa realizzarsi una lettura
come tale. Il risultato non è perciò determinato né determinabile dal testo.
In questo senso, il lettore ha sempre ragione, e nessuno può togliergli la
libertà di fare di un testo l'uso che crede
...
svbbpt.ch
non limiti ma buon senso
è necessario stabilire dei confini oltre i quali la scienza non debba
andare?
“Mi sembra molto difficile porre
limiti alla ricerca. Dico però che a volte
c’è troppa complicità tra ricerca e industria, con finanziamenti
distorti e episodi di corruzione. Ovviamente questo non è un discorso
strettamente scientifico, è questione di etica. Ma gli scienziati non
sono santi, sono uomini come noi. Credo che all’interno del processo
scientifico ci siano dei meccanismi di controllo e verifica che
funzionano abbastanza bene. Se un articolo appare su Science o Nature,
io so che posso fidarmi. Certo, poi ci sono episodi come quello dello
scienziato coreano (il veterinario Woo Suk Hwang, poi accusato di frode
scientifica, ndr.) che si inventa i dati di sana pianta. O come il
vostro ginecologo (Severino Antinori, ndr) che promette di rendere mamme
le donne di sessant’anni… Ma i veri
problemi non sono nella ricerca, sono nell’applicazione industriale.
Parlo della sperimentazione dei farmaci, per esempio, o della sicurezza
delle centrali nucleari: ci sono sempre sedicenti esperti disposti a
fare perizie compiacenti e pagate profumatamente per stabilire
l’innocuità di una molecola o l’efficacia di un impianto. Ma se si
verificano dei decessi sospetti, allora le autorità si decidono a
intervenire. E l’industria colpevole rischia di perdere miliardi per
aver operato al di fuori delle leggi. Anche questo è un meccanismo di
controllo. Voglio dire: i limiti alla ricerca non sono possibili, ma la
società deve saper utilizzare le scoperte con buon senso. In genere la
ricerca è indirizzata dagli interessi dei finanziatori, ma è bello
sapere che siamo anche capaci di costruire qualcosa come i grandi
telescopi o l’acceleratore di particelle Lhc al Cern di Ginevra: sei
miliardi di euro per una cosa che non ha un ritorno economico, almeno
nell’immediato”.
e. manacorda 2007 galileonet.it
globalizzazione&pluriversalismo
roy arundhati
hans magnus enzensberger
noam chomsky
zygmunt bauman
serge latouche
peter singer
le energie omicide del
presente
Solitamente, più tempestivo è il commento,
più breve è il tempo di reazione. Nulla da dire contro
l’attualità! Ma proprio quando nessuno sa come andrà a
finire, c’è qualcosa che invita a tentare di guadagnare
distanza. Un esempio è ciò che sta avvenendo con la
globalizzazione. Uno scienziato tedesco di nome Karl Marx
aveva analizzato questo processo in maniera piuttosto
approfondita già centocinquant’anni fa. Non sarebbe certo
giunto alla decisione se essere "pro" o "contro". Nel
conflitto esploso in luoghi come Seattle, Göteborg o Genova
avrebbe visto poco più di un combattimento tra ombre. La
protesta contro un fatto storico così imponente può essere
degna di plauso, ma nel migliore dei casi si traduce in una
montatura televisiva su scala mondiale che già mostra come
gli stessi ingenui contestatori facciano parte di ciò che
combattono. Il dotto tedesco aveva a suo tempo descritto la
globalizzazione come un fenomeno puramente
politico-economico. Del resto, nell’anno 1848 era questa
l’unica prospettiva possibile, poiché l’estensione del
mercato mondiale e la politica delle potenze coloniali erano
allora le forze motrici decisive. Nel frattempo questo
processo irreversibile ha tuttavia coinvolto tutti i sistemi.
Chi considera unicamente la dinamica economica non lo ha
capito. Oggi non esiste più nulla che gli si possa sottrarre:
né la religione né la scienza, né la cultura né la tecnica
possono ignorare il mondo dei consumi e dei media. Per questo
i suoi costi ricadono ovunque e in ogni sfera. ....
Non sono coinvolti unicamente gli innumerevoli perdenti
dell’economia. Il mercato mondiale e le sue correnti della
finanza e del sapere vengono seguiti, ovunque nel mondo, da
improvvisi crolli, armi, virus informatici, nuove epidemie,
catastrofi ecologiche, guerre civili e crimini. L’idea che
una qualche società si possa isolare da queste conseguenze è
fuorviante. E una di queste conseguenze è il terrorismo.
Sarebbe un miracolo se esso soltanto avesse tralasciato di
operare su scala globale. Di fronte a masse in preda al
fanatismo, l’uomo moderno si è da tempo aggrappato all’idea
di avere a che fare con stranezze tipiche di società
arretrate. L’inarrestabile modernizzazione, credevano in
molti, avrebbe prima o poi posto fine a questi atavismi,
anche se non sarebbero state da escludere possibili ricadute.
Ultimamente, dopo l’avvento dei regimi totalitari nel
Ventesimo secolo, questa illusione avrebbe dovuto perdere
attrattiva; nondimeno, resiste ancora oggi in senso negativo
nello stereotipo "oscuro Medioevo" o in senso ottimista
quando si parla di
"Paesi in via di
sviluppo". ....
uniba.it
mediamente.rai.it
nel mondo globale non serve l'intellettuale
"I mass media esigono i
tuttologi, i moderni sofisti della chiacchiera. Cadute le ideologie
politiche, la scienza è la nuova utopia, mentre la poesia è
l'alternativa alla mercificazione"
"Si è capito che rende di più esportare Mercedes che carri armati, ma
ci sono volute due guerre mondiali: non esiste un progresso gratuito,
ogni progresso ha il suo prezzo"
Hans Magnus Enzensberger nasconde i suoi 71 anni dietro un volto da
eterno fanciullo. Poeta e critico di livello internazionale, figura
simbolo della letteratura tedesca del dopoguerra, è un
maestro del paradosso e dell'ironia,
un intellettuale di casa sia nel sapere umanistico che in quello
scientifico.
Lei ha detto una volta che il
poeta è figura anacronistica par exellence e che qualsiasi economista
potrebbe dimostrare che quest'attività, secondo le leggi del mercato,
non dovrebbe esistere.
Quali chances ha oggi la poesia?
"E'un fatto
antropologico che non ci sia mai stata una società senza poesia, sia che
i poeti fossero lodati o perseguitati. Nessuna economia potrà cambiare
queste cose. La poesia sopravvive, non la si può eliminare. Bisogna per
lo meno tollerarla. Anche la matematica è una cosa per pochi, una cosa
minoritaria. Poca gente capisce che cosa avviene oggigiorno nella
ricerca matematica. Tuttavia, è anche una cosa indispensabile per la
società. In fisiologia ci sono delle cose che si chiamano microelementi.
Il corpo umano, ad esempio, ha bisogno di un po' di magnesio. In ciò che
mangiamo ce n'è pochissimo, è un elemento minoritario. E tuttavia ha un
ruolo nel metabolismo umano. La sua mancanza è pericolosa. Cosi non si
può eliminare la poesia dal corpo sociale. E' anche un grande privilegio
la poesia: l'unico prodotto con cui non si possono fare affari. Con la
musica si possono guadagnare milioni. Con la prosa, con tante altre
forme artistiche si può far soldi, non con la poesia.
La poesia è refrattaria al mercato. Anche il poeta di successo
non può vivere con la poesia".
uniba.it
festivaletteratura 2008
esistono due tipi di scrittori: la talpa e la cicogna
Ha il dono di dire cose intelligenti in modo sintetico e
divertente Hans Magnus Enzensberger, protagonista
dell'incontro più ricco di applausi del
Festivaletteratura di Mantova.
Lei è uno dei poeti più
interessanti dei nostri tempi, saggista, traduttore,
critico, giornalista, editore, e viene considerato un
autore impegnato. Qual è il suo rapporto con la politica?
La politica non è mai stata un mio grande amore. Certe
situazioni storiche hanno inflitto la politica a molti di
noi che avrebbero preferito fare altro.
Cosa pensa dell'uso distorto che i
politici fanno delle parole?
La fiducia che abbiamo nei nostri politici è invisibile.
Certo ci sono gradi diversi di menzogna. Non avere una
faccia mediatica, adatta per la tv, può essere un grande
ostacolo per la carriera.
In Germania è da poco uscito "Gli
elisir della scienza" che in Italia pubblicherà come sempre
Einaudi. Ce ne può parlare?
Quando una cosa è fatta è inutile aggiungere altro, è
superfluo, parla da sola.
Parliamo di biotecnologie allora?
E' una questione più grande del nucleare. La scienza entra
nel nostro corpo e nei nostri geni e nessuno è capace di
prevedere quali saranno gli effetti di questa operazione.
Qual è la sua visione della
letteratura?
Esistono due tipi di scrittori, il primo è il
tipo talpa: determinato, con
un progetto che persegue a ogni costo e fino in fondo. E'
ossessivo, unilaterale un pò alla
Kafka.
Il secondo è il tipo
cicogna che si muove e segue la sua preda un pò ovunque. E'
difficile stare dietro al suo percorso.
Lei a che genere appartiene?
Al secondo ovviamente. L'uomo è
simmetrico, ha due mani, la destra serve per
scrivere, la sinistra è libera per fare altro: opere, film.
Calvino è stato un pò
così.
Cosa ci può dire della critica
letteraria?
Ho rinunciato a farla perchè ho distrutto troppe
carriere e poi non ti senti bene. Inoltre le condizioni
sono cambiate.
prom.it
HANS MAGNUS ENZENSBERGER - 1929-2022
Povero Enzensberger: è diventato un nome sulla bocca di
tutti (una vera impresa!) quando Nanni Moretti ha sfornato
il suo Caro Diario. In un episodio, Hans Magnus
Enzensberger è l'idolo di un intellettuale che non ha mai
acceso la televisione e, alla fine, si converte a
Beautiful.
Intellettuale militante di una sinistra rigorosa,
Enzensberger ha, in Italia, pochi autori a lui vicini per
tematiche e ampiezza del
raggio creativo. Forse
Franco Fortini gli può essere accostato
per comunanza di visione politica ed eclettismo formale e
artistico (come Fortini, HME è stato, via via, consulente
editoriale, docente, traduttore, reporter d'eccezione,
analista sociale, poeta in proprio; inoltre, ROMANZIere ed
editore in proprio).
Hans Magnus Enzensberger è nato a Kaufbeuren, in Baviera,
nel 1929.
Ha frequentato diverse università, per poi
laurearsi in filosofia con una tesi dedicata all'opera pre-fenomenologica di Brentano. Ha viaggiato moltissimo,
vivendo per periodi più o meno lunghi in Norvegia, Italia,
Stati Uniti e Cuba. Nel 1963 si è aggiudicato il
prestigioso Premio Büchner. Autore di ROMANZI a sfondo
storico, come il celeberrimo La breve estate dell'anarchia,
e di drammi teatrali, tra cui Inchiesta su L'Avana, è
fuoriuscito dalla congerie surrealiste per approdare a un
realismo oggettivistico in linea con la poetica di
Brecht.
Da una simile adesione ai motivi realistici, HME matura la
possibilità di creare grandiose allegorie, come quella
protagonista dello splendido poema La fine del Titanic, uno
degli esiti maggiori della poesia tedesca nel Novecento.
Tra le sue opere i saggi di Politica e
crimine, una serie di scenari narrativi e di personaggi
accomunati da una originalissima riflessione sul crimine e
sulla moderna trasformazione per cui il crimine tangibile è
diventato astratto e viceversa, dalla Repubblica di Santo
Domingo - sede delle gesta del dittatore Trujillo - alla
Santa Russia degli zar e degli attentati dei terroristi,
passando per la Chicago di Al Capone e la Napoli della
nuova camorra, con la storia di Pupetta Maresca, e la Roma
della dolce vita, con la ricostruzione della fine di Wilma
Montesi.
clarence.com - zam.it
corriere.it/-enzensberger
https://umanitanova.org/cosa-ci-resta-di-hans-magnus-enzensberger
2023
Canto Quinto
Rubate ciò che vi è stato rubato
prendetevi finalmente quel che è vostro
gridava intirizzito
la giacca gli andava stretta
i suoi capelli guizzavano sotto le gru
e lui gridava: io sono uno di voi
cosa state ancora ad aspettare ?
Adesso è ora
sfondate le barriere
gettate la gentaglia a mare
comprese le valigie, i cani, i lacché
le donne anch'esse e persino i bambini
con violenza, coi coltelli, con le nude mani !
E mostrava loro il coltello
mostrava loro la nuda mano .
Ma quelli della terza classe
emigranti tutti, stavano lì fermi
nell'oscurità, si toglievano tranquillamente
il berretto e restavano ad ascoltarlo .
Ma quando vi deciderete a prendere vendetta
se non vi muovete subito?
O forse non siete capaci di vedere del sangue
che non sia quello dei vostri figli e il vostro ?
E si graffiava il viso
e si feriva le mani
e mostrava loro il suo sangue .
Ma quelli della terza classe
lo ascoltavano e tacevano.
Non perché non parlasse lituano
- non parlava lituano -
non perché fossero ubriachi
- le loro antiquate bottiglie
avvolte in panni grossolani,
erano state da tempo scolate -
non perché avessero fame
- avevano anche fame -
non era per via di tutto ciò. Non era
così facile da spiegare.
Capivano, certo, quel che diceva
ma non capivano lui.
Le sue parole non erano le loro .
Erano rosi da paure diverse
dalle sue, e da altre speranze.
Rimasero lì in piedi
pazienti con i loro zaini
i loro rosari
i loro bambini rachitici
dietro alle barriere, gli fecero largo
lo ascoltavano, rispettosamente
e attesero, finché non affondarono .
da la fine del titanic
Rottami frammenti di frasi
cassette vuote, grosse buste
commerciali bruni, fradici, rosicchiati dal sale estraggo dai
flutti dei versi dai cupi, caldi flutti del mar dei Caraibi
dove pullulano gli squali versi esplosi, salvagenti vorticosi
souvenirs .
da la fine del titanic - 1990
|
Sovente ho la sensazione
- bruciante, oscura, indefinibile ecc. -
che l’Io non sia un dato di fatto
bensì una sensazione
di cui non mi libero .
La coltivo, le do spazio
la corrispondo, di caso in caso .
Ma è solo una delle tante .
Le sensazioni si possono contare
all’infinito cioè
si lasciano sostanzialmente numerare
fino alla noia .
...
estratto da chioscso - trad.a.m.carpi
.
FUGA DI PENSIERI
Al momento tutto
gira ancora
tutto va bene
fa il suo corso
Le nostre vittorie
ci sgusciano via
persino le nostre sconfitte
si sono rivelate fugaci
Precursori siamo noi
arrancanti dietro la posterità
o sopravvissuti, o rimasti
in anticipo sul loro tempo
Anche la fine del mondo
è forse
soltanto un provvisorio
Al momento moriamo
in buona coscienza
nelle nostre sdraio
E poi vedremo
musica del futuro traduzione
anna
maria carpi
.
Un moto d’affetto Il mio nonno
un uomo fortunato
capiva poco della vita .
Ansava per la fame
portava cappelli chic
e credeva sovente
di aver ragione .
Novantasettenne
vide, incredulo
e per la prima volta
l’interno di una clinica .
“Peccato”, borbottò
' sol che avessi saputo
come sono carine
le giovani infermiere
intorno al letto
che mani delicate
mi sarei ammalato
prima, assai prima '
qui contrasse la bocca
girò gli occhi
verso il campanello
ed era morto
.
più leggeri dell’aria trad
a.m.carpi
|
BIO - 1020-2022
Nato a Kaufbeuren in germania nel 1929, ha
studiato letteratura tedesca, filosofia e lingue presso le Università di Erlangen, Friburgo, Amburgo e presso la Sorbona di Parigi. Nel 1955 ha
ottenuto il titolo di dottore di ricerca in filosofia.
è considerato uno
dei poeti più interessanti e significativi della Germania.
Le sue poesie mettono a segno una critica feroce ed amara nei confronti
della società tedesca del dopoguerra basata, secondo Enzensberger,
sull'opulenza e su un malinteso senso di benessere, perbenismo ed
apparenza, su un modo di vita che sembra fare del rispetto per il
prossimo la sua ragion d'essere, ma in realtà non rispetta neanche sé
stesso.
Il suo studio della letteratura e della poesia lo ha portato a tradurre
liriche dall'inglese, dal francese, dallo spagnolo, dall'italiano e
dallo svedese. Nel 1979 ha tradotto Misantropo di
Molière.
mediamente.rai.it
È al tempo stesso professore universitario, poeta,
GIORNALISTA, saggista, analista sociale, traduttore, critico.
Nella sua attività di poeta spesso Enzensberger adotta un registro ironico e
sarcastico e tratta in modo polemico tematiche socio-economiche
Il grande amore per la parola lo ha portato a diventare anche editore: in
questa veste dal 1965 al 1975 si è occupato della pubblicazione della
rivista Kursbuch e dal 1985 pubblica a Francoforte la prestigiosa collana di
libri Die andere Bibliothek. È inoltre fondatore del mensile TransAtlantik.
Oggi i suoi libri sono tradotti in più di 40 lingue
diverse. In Italia ha riscosso particolare successo il volume Il mago dei
numeri, scritto nel 1997 per spiegare la matematica ai
bambini.
muore a monaco - dove ha vissuto e lavorato - il 24 novembre 2022
a 93 anni .
http://normalenews.sns.it/enzensberger-alla-normale
... Tra le vittime del 27enne figura anche lo
scrittore Hans Magnus Enzensberger,
scomparso nel 2022. Enzensberger era stato fra i pazienti della
clinica di Monaco
nel 2020, ma era riuscito a
sopravvivere miracolosamente alla
enorme dose di sedativi che gli era stata somministrata in
quell’occasione dall’infermiere.
https://ilmitte.com/infermiere-condannato-all-ergastolo
- 2023
tutti i bambini sognano
di volare . in matematica si vola . eccome !
IL MAGO DEI NUMERI
Roberto è uno dei tanti ragazzi per i quali la
matematica è un incubo incomprensibile. Ma una notte gli appare in sogno un
curioso ometto rosso che gli propone strani giochi di prestigio con i
numeri: e così, di notte in notte, Roberto scopre che la matematica non è
affatto quella cosa noiosa e persino crudele che si studia a scuola, ma
piuttosto un’avv entura entusiasmante.
giralibro.it
areeweb.polito.it
di
PGOdifreddi
interview il
mago dei numeri
Nato a Norimberga nel 1929, ha studiato
letteratura tedesca, filosofia e lingue presso le Università
di Erlangen, Friburgo, Amburgo e presso la Sorbona di Parigi.
Nel 1955 ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in
filosofia.
E' al tempo
stesso saggista, giornalista, critico, ed è considerato uno
dei poeti più interessanti e significativi della Germania.
Le sue poesie mettono a segno una critica
feroce ed amara nei confronti della società tedesca del
dopoguerra basata, secondo Enzensberger, sull'opulenza e su
un malinteso senso di benessere, perbenismo ed apparenza, su
un modo di vita che sembra fare del rispetto per il prossimo
la sua ragion d'essere, ma in realtà non rispetta neanche sé
stesso.
Il suo studio della letteratura e della poesia lo ha
portato a tradurre liriche dall'inglese, dal francese, dallo
spagnolo, dall'italiano e dallo svedese. Nel 1979 ha tradotto
Misantropo di Molière.
E' stato insignito di numerosi premi ed onorificenze tra
cui nel 1963 il Premio Georg Brüchner e nel 1967 il Premio
culturale della città di Norimberga.
mediamente.rai.it
il mago dei numeri
Roberto, il protagonista del libro, è uno
di quei ragazzi ai quali la matematica provoca incubi
notturni. I compiti che gli assegna il prof. Mandibola non
gli vanno a genio: se due pasticcieri in sei ore fanno 444
ciambelle, quanto tempo impiegano cinque pasticcieri per
farne 88?. «Un modo da deficienti per
passare il tempo», è il giudizio di Roberto.
«Mi dispiace per il tuo prof., ma con la matematica quella
roba non c'entra ... la matematica, caro mio, è un'altra
cosa», lo rassicura il mago che gli è apparso in sogno.
Qual è, allora, la vera matematica che può trasformare un
incubo in un sogno piacevole? L'autore, H. M. Enzensberger,
propone un modo semplice e accattivante di insegnare i 'numeri'.
Per prima cosa, trasforma il linguaggio usuale: i numeri
naturali diventano numeri normali, i numeri primi numeri
principi, i numeri irrazionali numeri irragionevoli,
l'elevamento a potenza saltellare, il fattoriale bum!, le
radici rape.
Per spiegare i numeri infinitamente
piccoli utilizza la divisione del chewing gum, per le
combinazioni le strette di mano, per i numeri di Fibonacci la
moltiplicazione delle lepri. Il triangolo di Tartaglia è
ottenuto disponendo grossi cubi luminosi uno sull'altro. Una
volta messi a posto i cubi, il mago, battendo le mani, fa
illuminare, di volta in volta, i numeri pari, i numeri
dispari, i numeri di Fibonacci, e, con effetti psichedelici,
i numeri divisibili per tre, quattro, cinque, triangoli dalle
strane caratteristiche ...
«Fantastico» esclama a un certo Roberto.
Un libro per tutti, dai ragazzi ai professori.
Antonio Bernardo -
matematicamente.it
invitation to a
poetry machine
Hans
Magnus Enzensberger wrote a program for a machine designed to produce a
number of poems exceeding the number of atoms in the universe: to be
exact, the program allows for 10 to the power of 36 texts. It is based
on a combination of 6x6x6 elements, or, more precisely, on the
permutation of the combinations of the permutations of the combinations,
resulting in a variation to the second degree:
V“R[V‘r(n)lO=[nlK·····
Don’t be put off by the formula. Imagine instead six lines consisting of
six elements, each of which exists in six different versions. (Those who
have seen Raymond
Queneau’s book
Cent milliards de poemes, Paris 1961, will realize that the program is a
three-dimensional improvement of Queneau’s two-dimensional model.) The
variation of these elements is controlled by a random number generator.
pandora.nla.gov.au
28/6/2000
Se il test di Turing è una verifica empirica
decisiva sulla
INTELLIGENZA di una
macchina, ecco adesso una macchina (con adeguato sw) che risulta
decisiva per verificare se un uomo è davvero creativo. Lo chiamo il test
di Enzensberger.
Hans Magnus Enzensberger
presenta l'11 luglio 2000 a Monaco una sua ideazione: un
programma che casualmente costruisce una serie
infinita di poesie, di sei righe, tutte una diversa dall'altra.
E' chiaro che un uomo si
differenzia da questa macchina (in creatività poetica) solo se produce
poesie non assimilabili a quelle della macchina. Ma qual è il criterio
per valutare i due tipi di prodotto, la poesia umana e la poesia
automatica (che tuttavia ha per autore l'uomo programmatore)?
geocities.com
svbbpt.ch
impossibile misurare l'intelligenza
Il nostro moderno container di concetti ha dunque il vantaggio di essere
molto spazioso e di poter ospitare un gran numero di varietà. Se
qualcuno crede sul serio che intelligenza è uguale a intelligenza, si
sbaglia. Gli esperti non hanno risparmiato le forze per mettere un po'
d'ordine nel groviglio che si annida nelle nostre teste. Differenziano
meticolosamente, come sono soliti fare, tra intelligenza biologica e
psicometrica motoria e razionale analitica
e creativa linguistica e visiva spaziale e logico-matematica
cinematografica e musicale pragmatica e meccanica interpersonale e
intrapersonale cristallina e fluida funzionale e manipolatrice
-- e queste non sono neppure lontanamente tutte
le varietà da riunire sotto lo stesso tetto. In questo esercizio si è
distinto lo psicologo - o meglio psico metro
- americano J. P. Guilford che nella sua opera
The nature of Human intelligence è arrivato a centoventi varianti.
HME
radicali.it
welfarecremona
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