ZYGMUNT
BAUMAN
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19.11.1925
- 9.1.2017
bibliografia
MODERNITA E OLOCAUSTO - 2010
MODERNITA E AMBIVALENZA - 2010
L'ETICA IN UN MONDO DI
CONSUMATORI - 2010 LO SPETTRO DEI BARBARI - 2010 VITE CHE NON
POSSIAMO PERMETTERCI - 2011 IL BUIO DEL POST-MODERNISMO - 2011
Conversazioni - 2011 CONVERSAZIONI SULL'EDUCAZIONE - 2011 COS'E
ACCADUTO ALLA NATURA - 2012 MORTALITA IMMORTALITA - 2012 Cose che
abbiamo in comune. 44 lettere dal mondo liquido - 2012
L'EUROPA E UN'AVVENTURA - 2012
GLI USI POSTMODERNI DEL SESSO - 2013
La ricchezza di pochi .. FalsO
! - 2013
LE SORGENTI DEL MALE - 2013
Communitas. Uguali e diversi - 2013
DANNI COLLATERALI -
2013
SESTO POTERE - 2014
il demone della paura - 2014
LA VITA TRA REALE E VIRTUALE - 2014
LA SCIENZA DELLA LIBERTA - 2014
SU DIO E SULL'UOMO - 2014 zb/s.obirek
STATO DI CRISI - 2015 - zb/c.bordoni
BABEL - 2015 - zb/e.mauro
IL RITORNO DEL
PENDOLO - 2015 - zb/g.dessal
PER TUTTI I GUSTI - 2016
IL PREGIUDIZIO UNIVERSALE - 2016
.
NATI LIQUIDI - postumo - zb_t.leoncini - 2017
ELOGIO DELLA LETTERATURA - zb_r.mazzeo - 2017
STRANIERI ALLE PORTE - postumo 2017-2018
RETROTOPIA - postumo - 2017
MEGLIO ESSERE FELICI - postumo - 2017
L'ULTIMA LEZIONE - postumo - zb_w.goldkorn - 2018
.
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MORTALITA IMMORTALITA
ED ALTRE STRATEGIE DI VITA
- 1992
La decadenza degli intellettuali -
1992
Il teatro dell'immortalità - 1995
Le sfide dell'etica -
1996
Memorie di classe - 1987
Modernità e olocausto -
1999
La società dell'incertezza -
1999
La
solitudine del cittadino globale -
2000
Il
disagio della postmodernità -
2000
Dentro la globalizzazione -
2000
Voglia di comunità - 2001
La Libertà - 2002
Modernità liquida
- 2002
La società individualizzata - 2002
Società, etica, politica -
2002
Intervista sull'identità - 2003
PENSARE SOCIOLOGICAMENTE -
2003
Lavoro, consumismo e nuove povertà - 2004
Globalizzazione e gloBalizzazione -
2005
La Fiducia e la paura nella città -
2005
La Società sotto assedio - 2006
Vite di scarto -
2005
Amore
liquido
- 2006
Vita liquida
- 2006
Modus vivendi - 2007
HOMO CONSUMENS - 2007
Paura liquida - 2007
INDIVIDUALMENTE INSIEME - 2008
DELLA POLITICA - 2008
CONSUMO DUNQUE SONO -
2008
L'ARTE DELLA VITA - 2009
Come salvarsi
- 2009
Modernità e globalizzazione - 2009
VITE DI CORSA - 2009
CAPITALISMO PARASSITARIO - 2009
|
Non è la fine del viaggio a sostenere lo sforzo
ma la sua infinitezza per
tutti i gusti - 2016 |
riconoscimenti
1989 Premio Europeo Amalfi per la Sociologia e le Scienze Sociali
1998 Premio Theodor Adorno della città di Francoforte
2010 Premio Principe delle Asturie per la comunicazione e l'umanistica
Spagna
2014 Premio Ernest Hemingway 30ma edizione per
l'avventura del pensiero
2015 laureA HONORIS CAUSA - UNI SALENTO - LINGUE MODERNE - LETTERATURE E
TRADUZIONE LETTERARIA
2015 premio internazionale capalbio - sezione economia
http://it.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman
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Sulle difficoltà e sul bisogno del dialogo - lectio magistralis - lecce
uni salento
- 2015
Chiudo il mio discorso ponendo alla vostra
attenzione una domanda:
è indispensabile attendere che accada una catastrofe per ammettere che
la catastrofe sta arrivando?
Il pensiero è raccapricciante ma non possiamo non porcelo.
. LAUREA HONORIS CAUSA
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Il progresso
Il terreno su cui poggiano le nostre
prospettive di vita è notoriamente instabile, come sono
instabili i nostri posti di lavoro e le società che
li offrono, i nostri partner e le nostre reti di amicizie,
la posizione di cui godiamo nella società in generale e
l'autostima e la fiducia in noi stessi che ne conseguono.
Il "progresso", un tempo la manifestazione più estrema
dell'ottimismo radicale e promessa di felicità
universalmente condivisa e duratura, si è spostato all'altra
estremità dell'asse delle aspettative, connotata da distopia
e fatalismo: adesso "progresso"
sta ad indicare la minaccia di un cambiamento inesorabile e
ineludibile che invece di promettere pace e sollievo non
preannuncia altro che crisi e affanni continui, senza un
attimo di tregua. Il progresso
è diventato una sorta di "gioco delle sedie" senza fine e
senza sosta, in cui un momento di distrazione si traduce in
sconfitta irreversibile ed esclusione irrevocabile. Invece
di grandi aspettative di sogni d'oro, il "progresso" evoca
un'insonnia piena di incubi di "essere lasciati indietro",
di perdere il treno, o di cadere dal finestrino di un
veicolo che accelera in fretta.
modus vivendi
|
CONSUMIAMO PER VIVERE OPPURE VIVIAMO PER
CONSUMARE ? Il vero problema dell'attuale stato
della nostra civiltà è che abbiamo smesso di farci delle
domande. ... Lo scopo del gioco del
consumo non è tanto la voglia di acquisire e possedere, né
di accumulare ricchezze in senso materiale, tangibile,
quanto l'eccitazione per sensazioni nuove, mai sperimentate
prima. I consumatori sono prima di tutto raccoglitori di
sensazioni: sono collezionisti di cose solo in un senso
secondario e derivato.
dentro la globalizzazione .
CONSUMO DUNQUE SONO -
2007 Il consumismo, oltre a essere un'economia
dell'eccesso e dello spreco, è anche un'economia
dell'illusione. Esso fa leva sulla irrazionalità dei
consumatori, non sulle loro previsioni informate e
disincantate; punta a suscitare emozioni consumistiche, non
a sviluppare la ragione. ... II valore più
caratteristico della società dei consumi, anzi il suo valore
supremo rispetto al quale tutti gli altri sono chiamati a
giustificare il proprio merito, è una vita felice; anzi, la
società dei consumi è forse l'unica società della storia
umana che prometta la felicità nella vita terrena, la
felicità qui e ora e in ogni successivo "ora": felicità
istantanea e perpetua. . |
La rivoluzione c'è ma è una rivoluzione senza rivoluzionari,
senza p artiti rivoluzionari e senza programmi rivoluzionari.
Le rivoluzioni "vecchio stile" consistevano nell'assalire i palazzi del
Governo.
Oggi non c'è alcun palazzo da assediare. La rivoluzione attuale ha una natura differente.
Non è qualcosa che stiamo facendo ma qualcosa che ci sta capitando
.
zb
Amare il prossimo come se
stessi significherebbe allora rispettare l’unicità dell’altro,
apprezzare la sua differenza e pensare che le differenze rendono il
mondo più ricco e affascinante
homo consumens - pag 71 - 2007
.
Il futuro non è più
dato. il nostro è un mondo in continua costruzione governato da leggi
probabilistiche. Siamo passati da un mondo dell’essere
a un mondo del divenire.
.
Più sicurezza
abbiamo in casa e meno sicuri ci sentiamo quando usciamo
mantova - urbanity 2015
|
|
l'ultima lezione
-
POSTUMO - 2018 -
Zygmunt Bauman
- Wlodek Goldkorn
-- Mi concentrerò sui
motivi che spingono le persone, in un certo momento
della loro storia, a dedicarsi con una passione e un
interesse particolari a predizioni, congetture e
manifestazioni di panico al pensiero di una
possibile fine del mondo -- Bauman
era uno degli ultimi veri intellettuali pubblici in
circolazione e attività in questi primi due decenni
del Terzo Millennio. Certo, era un accademico, e di
successo: un sociologo e sicuramente anche un
filosofo. Ma che cosa è un intellettuale pubblico? È
una figura che trae, in Occidente, le sue origini
dalla tradizione dei profeti, uomini contro il
potere, così come ci è stata tramandata più nella
versione ebraica – anarchica, iconoclastica,
irriverente – che in quella cristiana dove potere e
sapere coincidono. laterza
- unilibro - 2018 Il volume che qui
si presenta contiene, oltre alla
lezione sulla fine del mondo
tenuta da Bauman a Prato il 3 novembre 2016,
a meno di tre mesi dalla morte, il saggio, finora
inedito in italiano, su un aspetto dell’eredità del
XX secolo, quello della memoria dell’Olocausto,
tuttora di grande attualità. A far da contorno, è
stato incluso anche un saggio di Goldkorn,
utilissimo per farci comprendere l’accidentata
biografia dell’autore e l’importante ruolo di
intellettuale pubblico da lui svolto in questi anni.
Nella lezione sulla fine del mondo, Bauman si
concentra” sui motivi che spingono le persone, in un
certo momento della loro storia, a dedicarsi con una
passione e un interesse particolari a predizioni,
congetture e manifestazioni di panico al pensiero di
una possibile fine del mondo”. A suo parere, molti
vivono questa condizione perché non si sentono
sicuri di riuscire a controllare le loro vite.
roberto tomei - ilfoglietto.it
- 2018
MEGLIO
ESSERE FELICI
- postumo - 2017
trat to
dalla conferenza di cagliari di giugno 2017 .
Bauman arriva quindi a concludere che ''la
felicità comincia a casa ... in contatto con
le altre persone, non su internet. La felicità non
risiede solo nello scambiarci baci, che è la cosa
più facile, ma sta anche nel litigare animatamente
con gli altri, nel discutere e nei tentativi di
negoziare, nel litigare e nel provare a capire le
ragioni dell'altro. Ecco dove comincia la felicità.
Se non dovesse partire da qui, allora credo non
abbia grandi chance di esistere nella società
moderna'', e ognuno sarebbe sempre più solo e
insoddisfatto, infelice alla ricerca nel web di
qualcosa che questo non gli potrà dare mai.
ansa.it - 2017
La felicità promessa dal
progresso moderno è associata a un'esistenza
priva di turbamenti, di inciampi, senza sforzo. Ma
siamo proprio sicuri che questa sia felicità?
Richiamando con emozione pensatori quali Johann
Wolfgang von Goethe o Alexis de Tocqueville, Sigmund
Freud o Max Scheler, Zygmunt Bauman riflette sulle
cause sociali della felicità e dell'infelicità dei
nostri giorni. Mentre il mercato consumistico
produce clienti insoddisfatti, una strana malinconia
pervade gli abitanti delle nostre democrazie. La
solitudine, virus dell'era contemporanea, nutre il
business dei social network, e intanto l'amicizia,
l'amore e la necessità vitale di vivere assieme agli
altri all'interno della polis comune che appartiene
a tutti noi tendono a sparire. Bauman disegna il
tragitto dell'essere umano che, fra destino e
carattere, si muove alla ricerca della felicità. Se
la felicità non è uno stato permanente, se è
difficile definirne il contenuto - come insegna il
pensiero filosofico, da Aristotele a Kant - una cosa
è comunque certa: meglio essere felici che infelici.
feltrinelli.it - 2017
.
Chi fa parte della comunità dei consumatori è a sua
volta un prodotto di consumo
.
RETROTOPIA
- postumo - 2017
- Non siamo più capaci di immaginare il futuro e
allora ci rivolgiamo al passato, alimentando
nostalgie e rimpianti. Sono gli anni della
retrotopia - 
Abbiamo invertito la rotta e
navighiamo a ritroso.
Il futuro è finito alla gogna e il passato è stato
spostato tra i crediti, rivalutato, a torto o a
ragione, come spazio in cui le speranze non sono
ancora screditate. Sono gli anni della retrotopia.
La direzione del pendolo della mentalità e degli
atteggiamenti pubblici è cambiata: le speranze di
miglioramento, che erano state riposte in un futuro
incerto e palesemente inaffidabile, sono state
nuovamente reimpiegate nel vago ricordo di un
passato apprezzato per la sua presunta stabilità e
affidabilità. Con un simile dietrofront il futuro,
da habitat naturale di speranze e aspettative
legittime, si trasforma in sede di incubi: dal
terrore di perdere il lavoro e lo status sociale a
quello di vedersi riprenderele cose di una vita, di
rimanere impotenti a guardare mentre i propri figli
scivolano giù per il pendio del binomio
benessere-prestigio, di ritrovarsi con abilità che,
sebbene faticosamente apprese e assimilate, hanno
perso qualsiasi valore di mercato.
La via del futuro somiglia
stranamente a un percorso di corruzione e
degenerazione. Il cammino a
ritroso, verso il passato, potrebbe trasformarsi in
un itinerario di purificazione dai danni che il
futuro ha prodotto ogni qual volta si è fatto
presente.
laterza - 2017 - ebook
amazon.it
hoepli 2017
Noi, abitanti umani della Terra, siamo, come mai
prima d'ora in una situazione di aut-aut
possiamo scegliere se prenderci per mano o finire in
una fossa comune
pag 169
NATI LIQUIDI -
conversazione tra bauman e thomas leoncini -
POSTUMO -
consegnato al papa da t.leoncini in udienza privata - aprile 2017
Le ultime note di Bauman a Leoncini
- Poco prima della sua scomparsa, mi ha scritto: Questo libro sarà sulle tue
spalle, deve venire bello e genuino come mi hai promesso .
.
zB Sulla chirurgia estetica
La cultura contemporanea della società dei consumatori è governata dal
precetto «se puoi farlo, devi farlo». L’idea di non avvalersi delle
opportunità disponibili di «migliorare» l’aspetto del proprio corpo
(leggi: avvicinarlo alla moda attualmente dominante) viene fatta sentire
come un qualcosa di ripugnante, spregevole; tende a essere ampiamente
vista come degradante, lesiva del valore e della stima sociale del
«colpevole» .
.
Sul femminismo
La posta in gioco nei contemporanei conflitti di genere non è più il potere
e il dominio di uno dei due sessi sull’altro. Al femminismo interessa sì
la parità (di condizione sociale, opportunità, prestigio e autorità), ma
il suo filo conduttore veramente cruciale è che si spera di avere una
chance di prevalere .
.
Sui tatuaggi
Il tatuaggio, miracolo dei miracoli, segnala al contempo l’intenzionale
stabilità (forse anche l’irreversibilità) dell’impegno e la libertà di
scelta che contraddistingue l’idea di diritto all’autodefinizione e al suo
esercizio .
tg24.sky.it - 2017
.
È il testo a cui Zygmunt Bauman stava lavorando al momento della morte. Nel
dialogo con Thomas Leoncini – ci sono esattamente sessant’anni di distanza
tra i due – il celeberrimo sociologo e filosofo della “società liquida”
affronta per la prima volta il mondo delle generazioni nate dopo i primi
anni ‘80, quelli che ad una società in continuo mutamento appartengono da
nativi.
lafeltrinelli.it - 2017
Questa è l'ultima opera di un'icona della cultura che
ha goduto di un'immensa popolarità, grazie alla sua capacità di parlare a
tutti con un linguaggio comprensibile e al tempo stesso mai ridu ttivo.
Lo studioso che ha spiegato la postmodernità attraverso l'illuminante
immagine di una «società liquida» che ha abbandonato la comunità per
l'individualismo, convinta che il cambiamento è l'unica cosa permanente e
che l'incertezza è l'unica certezza. Queste sono le pagine a cui al
momento della morte Zygmunt Bauman stava lavorando. Un dialogo con un
giovane che ha esattamente sessant'anni meno di lui. Nello scambio con
Thomas Leoncini, Bauman affronta per la prima volta il mondo delle
generazioni nate dopo i primi anni '80, quelle che a una società liquida e
in continuo mutamento appartengono da nativi. E, come sempre, stimolato
dal dibattito, sa cogliere la realtà nella sua dimensione più vera e
profonda, persino nei fenomeni considerati più effimeri. La trasformazione
del corpo, i tatuaggi, la chirurgia estetica, gli hipsters, le dinamiche
dell'aggressività (e in particolare il fenomeno del bullismo), il web, le
trasformazioni sessuali e amorose vengono analizzati in questa breve
folgorante opera pop, capace di coinvolgere sia coloro che, a vario
titolo, hanno a che fare con i giovani sia i moltissimi lettori di Bauman.
Questa è l'ultima lezione del più grande sociologo e filosofo della
contemporaneità. sperling & kupfer - 2017
E che dire del corpo come luogo sempre più
prediletto su cui collocare i segni di speranze e aspettative, così che
l’irrisolvibile dilemma di coniugare appartenenza e autoaffermazione,
permanenza e flessibilità dell’identità trovi soluzione, o perlomeno si
avvicini il più possibile a una soluzione? L’abbigliamento segnala la
propria capacità e disponibilità a rinunciare ai simboli dell’identità
attuale a favore di altri, e all’istante; consente e dimostra addirittura
la capacità di incarnare parallelamente una serie di identità diverse.
lastampa.it - 2017
Questa è l'ultima opera di
un'icona della cultura che ha goduto di un'immensa popolarità, grazie alla
sua capacità di parlare a tutti con un linguaggio comprensibile e al tempo
stesso mai riduttivo. Lo studioso che ha spiegato la postmodernità
attraverso l'illuminante immagine di una «società liquida» che ha
abbandonato la comunità per l'individualismo, convinta che il cambiamento
è l'unica cosa permanente e che l'incertezza è l'unica certezza. Queste
sono le pagine a cui al momento della morte Zygmunt Bauman stava
lavorando. Un dialogo con un giovane che ha esattamente sessant'anni meno
di lui. Nello scambio con Thomas Leoncini, Bauman affronta per la prima
volta il mondo delle generazioni nate dopo i primi anni '80, quelle che a
una società liquida e in continuo mutamento appartengono da nativi. E,
come sempre, stimolato dal dibattito, sa cogliere la realtà nella sua
dimensione più vera e profonda, persino nei fenomeni considerati più
effimeri. La trasformazione del corpo, i tatuaggi, la chirurgia estetica,
gli hipsters, le dinamiche dell'aggressività (e in particolare il fenomeno
del bullismo), il web, le trasformazioni sessuali e amorose vengono
analizzati in questa breve opera pop. mondadori - 2017
.
GLI USI POSTMODERNI
DEL SESSO
Cosa ne è dell'amore quando
l'erotismo impera? Sesso, erotismo e amore: mondi
collegati e tuttavia separati. E difficile che
possano darsi l'uno sen za
gli altri, eppure si consumano in una guerra perenne
per l'indipendenza. Come in tutte le guerre, nel
tempo mutano le strategie e i rapporti di forza.
Nella società postmoderna è l'erotismo ad aver
assunto un ruolo senza precedenti: non più alleato
con la riproduzione sessuale né con l'amore, esso
reclama la propria indipendenza da entrambi, e mette
prepotentemente in primo piano il piacere e
l'esperienza vissuta. Il prezzo da pagare, segnala
Bauman, è un rapido indebolimento dei rapporti
umani, che si spogliano via via di intimità ed
emotività.
unilibro
Sesso, erotismo e amore sono
collegati e tuttavia separati. È difficile che
possano esistere l'uno senza gli altri, eppure la
loro esistenza si consuma in una guerra perenne per
l'indipendenza. Come in tutte le guerre, nel tempo
mutano le strategie e i rapporti di forza in campo,
e ciò produce conseguenze di lungo periodo in
ciascuno dei contendenti. Nella società postmoderna
l'erotismo ha assunto un ruolo senza precedenti: non
più alleato con la riproduzione sessuale né con
l'amore, esso reclama la propria indipendenza da
entrambi, rifiuta ogni responsabilità per gli
effetti che può provocare su di loro e mette
prepotentemente in primo piano il piacere e
l'esperienza vissuta. Osservatore insuperato della
società d'oggi, Bauman traccia in queste pagine i
contorni del nuovo scenario, e ravvisa il prezzo da
pagare per la trasformazione in un rapido
indebolimento dei rapporti umani, che si spogliano
via via di intimità ed emotività ,e
nell'appassimento del desiderio di crearne di nuovi
e di tenerli in vita.
lafeltrinelli.iy - 2013
La domanda di fondo è: come si vive in un mondo in
cui la norma culturale fondamentale è l’erotismo?
Zygmunt Bauman suggerisce che si vive peggio.
Ma il mondo in cui sesso, erotismo, amore erano
legati fortemente, il mondo dell’ordine e della
prescrizione, era il mondo patriarcale regolato da
una gerarchia pesante, da un dominio difficile da
sopportare: quello del maschile sul femminile,
dell’ordine determinato da un sesso e subìto
dall’altro. Un mondo in cui il sesso garantiva la
prosecuzione della specie, l’erotismo spesso nelle
forme della pornografia ne affermava una controllata
e necessaria trasgressione, e l’amore lo
giustificava culturalmente. Quello dominato
dall’effimero dell’erotismo forse non è un bel
mondo.
Ma siamo proprio sicuri che
il precedente fosse il migliore dei mondi possibili?
ritanna armeni - ilfoglio.it - 2013
-
LATOUCHE - USA E GETTA
BAUMAN
spiega come la versione
attuale della attività sessuale si concentri
esclusivamente sul suo effetto orgasmico: il sesso
postmoderno è l’orgasmo.
La tesi di Bauman è che nella età postmoderna
l’erotismo si è svincolato sia dalla funzione della
riproduzione, come dall’amore, sin qui cardine
dell’esperienza umana. La ricerca del piacere
sessuale è assurta a norma culturale come un tempo
accadeva per l’amore, dai provenzali ai romantici.
L’effetto è che oggi l’erotismo ha acquistato uno
spessore che non aveva in precedenza, ma al tempo
stesso possiede un’inedita leggerezza e volatilità
propria dei nostri tempi. La lettura del sociologo
di origine polacca non è inficiata da alcun
moralismo; guarda piuttosto con lucidità cosa è
divenuta la sessualità nel nostro mondo
contemporaneo, pornografia compresa.
Come aveva incominciato a dirci
Michel Foucault
nel primo volume della sua Storia della sessualità,
La volontà di sapere, uscito a metà degli anni
Settanta, la rivoluzione erotica di quel decennio «è
stata depositata davanti all’uscio delle forze di
mercato» - Bauman -
lastampa.it - 2013
Nella moderna
società liquida, per Bauman
l’amore è un fenomeno che
causa enormi sofferenze,
diviso tra l’anelito a una sua pienezza e la
difficoltà di riuscire a durare, a esprimersi al di
là della contingenza, senza che si riesca a capire
se sia un elemento del mondo della produzione o di
quello del consumo, ovvero se vada ricreato
continuamente o debba essere sempre eguale e pronto
per l’uso, se debba essere
off line o on line.
Il sociologo spiega che «finisce per esserci una
eterna contrapposizione tra essere
soggetti d’amore o oggetti,
mentre il rapporto d’amore dovrebbe fondere,
unificare le due cose in ognuno, anche se questo,
nel mondo d’oggi, è sempre più difficile, visto che
mediamente gli esseri umani passano 7 ore e mezzo,
praticamente la metà della loro giornata, davanti a
un monitor, che sia tv, smartphone o tablet e
l’unico contatto fisico che hanno è quel del dito
con lo schermo.
I più giovani poi, col loro saper essere
multitasking,
in quelle 7 ore e mezzo concentrano conversazioni e
attività che normalmente richiederebbero due ore di
più».
Diventa evidente che i due mondi, di chi è on line e
di chi è off line, sono sempre più diversi per
codici, ideali, comportamenti.
«L’essere off line in
amore è pieno di
incertezza, di rischi snervanti, richiede un impegno
costante per riuscire a piacere e rinnovarsi
continuamente all’interno di una relazione, pone
problemi in caso di fine – continua Bauman – l’essere
on line dà invece
sicurezza, tutto è tranquillo, controllato, mediato,
la vita è facile come ingrandire una foto con due
dita su telefonino, senza contare che si possono
collezionare in breve centinaia di amici, o
intrecciare amori e, per lasciarli, basta poi
cancellarli da proprio profilo con un clic, senza
sforzo, senza impegno».
festival filosofia modena - online-news.it - 2013
***
professore emerito
di Sociologia nelle Università
di Leeds e Varsavia. Nei suoi numerosi libri ha delineato gli aspetti
salienti della società globalizzata, sottolineando in particolare i
processi di individualizzazione, i mutamenti nella definizione del
pubblico e del privato e le conseguenze filosofiche e morali del nuovo
capitalismo, fino a formulare un’antropologia filosofica imperniata
sull’esperienza dell’incertezza.
festivalfilosofia.it
- 2012
uno dei massimi intellettuali contemporanei, di
famiglia ebraica e sfuggito all'Olocausto ordito da Hitler grazie a una
tempestiva fuga in Urss nel 1939.
suo padre era un granitico sionista e negli anni ha sviscerato come
pochi l'aberrazione e le conseguenze della Shoah.
Lei in passato è stato critico nei confronti del
sionismo e dell'uso che Israele fa della tragedia dell'Olocausto per
giustificare le sue offensive militari. La pensa ancora così?
Raramente la vittimizzazione nobilita le sue
vittime. Anzi, quasi mai. Troppo spesso, invece, provoca un'unica
arte, che è quella del sentirsi perseguitati. Israele, nato dopo lo
sterminio nazista contro gli ebrei, non è un'eccezione. Quello a cui
siamo di fronte oggi è un triste spettacolo: i discendenti delle vittime
nei ghetti cercano di trasformare la striscia di Gaza in un ghetto che
sfiora la perfezione (accesso bloccato in entrata e uscita, povertà,
limitazioni). Facendo sì che qualcuno prenda il loro testimone in
futuro.
antonello guerrera/repubblica.it - 2014
bio
1925 Zygmunt Bauman nasce a Poznan in Polonia da
una famiglia ebrea
1939 All’invasione della Polonia fugge in Russia dove si arruola in un
corpo di volontari polacchi contro l’occupazione nazista
1954 Diventa lettore alla facoltà di Scienze sociali dell’Università di
Varsavia.
1971 Si trasferisce in Gran Bretagna
2001 Diventa professore emerito di Sociologia all’Università di Leeds
2017 muore a leeds il 9 gennaio . aveva
92 anni .
kore.it
Zygmunt Bauman
è un sociologo britannico di origini
ebraico-polacche. Dal 1971 al 1990 è stato professore di Sociologia
all'Università di Leeds. Sul finire degli anni ottanta, si è guadagnato
una certa fama grazie ai suoi studi riguardanti la connessione tra la
cultura della modernità e il totalitarismo, in particolar modo il
nazionalsocialismo e l'Olocausto.
Nato da genitori ebrei non praticanti a Poznan, in Polonia, nel 1925,
Bauman fuggì nella zona di occupazione sovietica dopo che la Polonia fu
invasa dalle truppe tedesche nel 1939 all'inizio della seconda guerra
mondiale, e successivamente si mise al servizio di una unità militare
sovietica. Dopo la guerra, egli iniziò a studiare sociologia
all'Università di Varsavia, dove insegnavano Stanislaw Ossowsky e Julian
Hochfeld. Durante una permanenza alla London School of Economics,
preparò la sua maggiore dissertazione sul socialismo britannico che fu
pubblicata nel 1959.
Bauman collaborò con numerose riviste specializzate tra cui la
relativamente popolare Socjologia na co dzien (La Sociologia di tutti i
giorni, del 1964), che raggiungeva un discreto pubblico. Inizialmente,
egli rimase vicino alla dottrina marxista ufficiale; si avvicinò in
seguito ad Antonio Gramsci e Georg Simmel.
Nel marzo del 1968, una epurazione antisemita in Polonia spinse molti
degli ebrei polacchi sopravissuti a emigrare all'estero; tra questi,
molti intellettuali che avevano perso la grazia del governo comunista.
Bauman, che aveva perso la sua cattedra all'Università di Varsavia, fu
uno di questi. Egli dapprima emigrò in Israele per andare a insegnare
all'Università di Tel Aviv; successivamente accettò una cattedra di
sociologia all'Università di Leeds, dove a tratti prestò servizio come
Capo del Dipartimento. Da quel momento in poi, ha quasi sempre scritto
in lingua inglese.
http://it.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman
Zygmunt Bauman è nato in Polonia nel 1925. Fuggito nel 1939 con la
famiglia in URSS in seguito all’invasione del suo Paese per sfuggire
alla persecuzione contro gli ebrei, si arruola in un corpo di volontari
polacchi per combattere contro i nazisti. Finalmente rientrato a
Varsavia, cerca di realizzare il suo sogno di studiare fisica. Ma
davanti alla distruzione della sua terra, Bauman decide di dedicarsi ai
“buchi neri” del Paese e “del big bang della sua resurrezione” e sceglie
così di occuparsi di sociologia.Oggi, Zygmunt Bauman, considerato il
teorico della postmodernità, insegna Sociologia nelle Università di
Leeds e di Varsavia. Nelle sue opere si occupa di una serie di temi
rilevanti per la società e la cultura contemporanea: dall’analisi della
modernità e postmodernità, al ruolo degli intellettuali, fino ai più
recenti studi sulle trasformazioni della sfera politica e sociale
indotti dalla globalizzazione.
muore a leeds a 92 anni il 9.1.2017.
zam.it
Professor Zygmunt Bauman
the intellectual patron of
the New Left, was an officer and agent of the communist security
apparatus.
Initially, Bauman remained close to the official Marxist doctrine.
However, he grew increasingly critical of the communist government under
the influence of Antonio Gramsci's and Georg Simmel's work. Due to his
critical position towards the regime, he was never nominally awarded the
title of professor, even though he had completed his habilitation.
However, Bauman de facto held the chair of his erstwhile teacher Julian
Hochfeld, after Hochfeld had become vice-director of UNESCO's Department
for Social Sciences in Paris in 1962.
http://en.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman
While heading the Department
of Sociology
of which he was the first Professor, Bauman brought to the
task of running things great qualities of intellectual leadership. From
the start he saw his task as one of inspiring students, and among his
academic colleagues promoting a collegial atmosphere in which new
academic projects were welcomed and free and open discussion encouraged
in an atmosphere of mutual tolerance and understanding. Despite holding
firm moral and political commitments of his own, Bauman was attached to
the idea of sociology as a broad discipline which could and should
enable diversity to flourish. His
retirement in 1990 was a loss to the Department
in terms of a daily presence and a continuing influence. Since then,
however, he has maintained his contact with the Department, helping it
considerably through his good offices, but mainly through his
considerable reputation, from which sociology at Leeds has continued to
benefit.
Zygmunt Bauman was awarded the Amalfi
European Prize in 1990 and the Adorno Prize in 1998. It is difficult to
think of higher honours being bestowed on a sociologist, in this case of
European and indeed world standing
leeds.ac.uk
***
Zygmunt Bauman il teorico della società liquida
- hic et nunc
Sembra un signore
d’altri tempi, Zygmunt Bauman, elegante, affabile, cortese. Al termine
dell'incontro con i lettori al Festivaletteratura di Mantova, si alza,
risponde sorridendo all’applauso caldo del pubblico, si avvicina alla
moglie seduta in prima fila e quasi in un inchino la bacia sulla fronte.
Lei sfuggì alla persecuzione nazista vivendo l'esperienza del ghetto di
Varsavia, lui fuggendo dalla Polonia in Unione sovietica.
«Da Janina – scrive – ho imparato che la 'neutralità' rispetto ai valori
è, per quanto riguarda le scienze umane, non solo una vana speranza ma
anche un'illusione assolutamente inumana: che fare sociologia ha senso
solo nella misura in cui aiuta l'umanità nel corso della vita.»
Per questo le sue analisi della società, che in questi anni si sono
incentrate sul tema della globalizzazione,
hanno sempre al centro la questione etica, la dignità della persona
umana. Dall'alto dei suoi ottant'anni descrive con lucidità, ironia e
meraviglia un mondo in cui tutto è diventato liquido, così diverso da
quella struttura su cui per decenni si erano incentrati la sociologia e
la politica.
«E' come se stessimo al nostro posto in un aereo, con una voce che dalla
cabina di pilotaggio ci dice che va tutto bene, ma questa voce è
registrata e in cabina di pilotaggio non c’è nessuno.» E’ una delle
numerose metafore di cui si serve per rappresentare la condizione umana
all'avvio di questo secolo, in cui è pressochè inevitabile che le stesse
relazioni umane assumano una forma liquida e volatile, tanto diversa da
quella tenera e solida immagine con Janina. Non dà ricette, il professor
Bauman, spiega ciò che vede e fa appello all'umanità che c’è in tutti
noi, a quella tendenza a cambiare ciò che non va che ognuno di noi
conosce.
Così c'è
una contraddizione interna nell'idea di perfezione, è quella che Sigmund
Freud chiamava "l'azione di Thanathos", l'istinto di morte. Vuoi finire
il movimento, vuoi arrivare al punto finale, e questa sarebbe la fine
della storia. D’altra parte, avere questa idea è un fattore illuminante
che porta a muoverti perché sei costantemente alla ricerca.
Questa è la dialettica della nostra civiltà
occidentale: avere un'idea in contraddizione con il progresso,
sperimentare l'abilità di cambiare, di criticare, per porre fine al
cambiamento e alla critica. Usare la libertà per
rendere la libertà superflua è l'aspetto mortale della nostra
civiltà, mentre l'aspetto vitale, la sua forza, è che questo obiettivo
per fortuna non si può mai raggiungere.
Se la sociologia si prende così, si capisce che noi
sociologi professionisti non siamo sfortunatamente grandi poeti, grandi
scrittori, non abbiamo il monopolio dell'accesso all'esperienza umana.
Gli scrittori si prefiggono gli stessi nostri scopi. Hanno perfino
alcuni vantaggi sui sociologi, perché non sono chiusi nelle restrizioni
accademiche, non devono attenersi alle regole, sono liberi di
sperimentare questi significati, di cui qualcuno può essere sbagliato,
qualcuno può essere vero, ma è come essere ostaggi della fede. Alcune
idee sono completamente dimenticate, abortiscono, non colgono nel segno,
altre dimostrano di avere una lunga durata e questo vale ad esempio per
Calvino.
Gli sviluppi di quella che io chiamo la "modernità liquida" rendono le sue osservazioni
sempre più rilevanti; prendiamo ad esempio la sua immagine del barone
rampante che non toccava mai terra e poteva raggiungere così la
tranquillità. Questa è l'anticipazione dell'elite contemporanea globale.
E' esattamente quello che sta accadendo ora. Con immagini molto potenti
e semplici si possono cogliere quel qualcosa, quel processo che un
normale artigiano della sociologia può riuscire ad esprimere solo in
parecchi volumi. Io penso che un buon consiglio per chi è impegnato in
conversazioni sull'esperienza umana sia quello di essere aperti,
disponibili a questi sguardi, alle interpretazioni sperimentali. Prenda
ad esempio le
descrizioni di Italo
Calvino delle
città invisibili:
Aglaura è una città delle due esistenze. Una è quella che sta sulla
terra, l'altra è nella testa della gente: due realtà differenti che si
scontrano ma nello stesso tempo si influenzano.
E' uno
sguardo molto acuto, che dà un'idea del modo in cui la nostra esperienza
si espande nella rete mondiale di Internet, della televisione,
dell'informazione da un lato e dall’altro nella realtà quotidiana, che
non assomiglia molto a ciò che è lì.
.
La cultura, lei scrive, ha perso il suo
ruolo critico e il
"pensiero unico"
neoliberale spinge molti ad accettare la realtà come immodificabile.
Cosa ha permesso la diffusione del pensiero unico e perché non c'è stata
una opposizione?
Per questo tipo di pensiero io uso la metafora di una profezia: questa
casa brucerà. Allora prendi taniche di benzina, la versi sulla casa, le
dai fuoco e la casa brucia davvero. Così lavora
"la pensee unique".
Da un lato si dice che il principio di base del pensiero unico è che non
ci sono alternative -
TINA - There
Is No Alternative.
Poi tutti gli strumenti, tutte le possibilità di creare un mondo
davvero alternativo o di fare qualcosa per cambiare, tutte le regole del
gioco, vengono distrutte. Così non c'è modo di cambiare e questa diventa
una profezia che si autodetermina. La casa brucia, ma la sto bruciando
io.
Cosa dice il pensiero
unico? Che questo è il solo mondo possibile
... E quando le persone vivono in un mondo così liquido, non osano fare
progetti a lungo termine, perdono la fiducia in se stessi.
.
Prima di diventare sociologo lei studiò
fisica. Oggi usa metafore tratte dalla fisica per descrivere la società,
come accade in modernità liquida. Oggi come può essere letta la rete,
sia quella del potere che del contropotere?
Ho usato la metafora della liquidità per una caratteristica di base dei
liquidi fluidi: non possono mantenere una forma da soli, hanno una
coesione interna, un'integrazione, un'attrazione davvero minima. Così
finchè non li metti in contenitori, in forme esterne, non conservano la
stessa forma per molto tempo. E questa è esattamente la caratteristica
della nostra vita. Non puoi affidarti a qualcosa che conservi la propria
forma finchè non le metti qualcosa intorno. Ricordavo prima la
contraddizione interna nell'idea delle relazioni umane, e questo si
collega agli attuali problemi della rete. Noi parliamo sempre meno di
quella che era la miglior metafora per pensare alla società quando ero
giovane: la struttura. La struttura suggerisce qualcosa di solido, di
rigido, qualcosa che limita. Devi combattere con forza per romperla, per
uscirne. La struttura ti rende immobile, è un'immagine rigida in cui
resti chiuso.
La rete è qualcosa di diverso. La rete è
la combinazione di due processi, la connessione e la disconnessione: è
questa la differenza tra rete e struttura. Nella struttura entri e ci
resti e così finisce la storia. Nella rete hai una facilità relativa a
collegarti a luoghi distanti, ad altri punti della rete, ma allo stesso
tempo, ed è la cosa più importante, hai la facilità di disconnetterti,
puoi spegnere. Molte informazioni interessanti provengono da ricerche
sul metodo dei giovani di attivare relazioni. Gli
appuntamenti via Internet sono oggi la forma predominante per entrare in
relazione con persone del proprio sesso o dell’altro. Una volta, non
molto tempo fa, c'erano i bar per persone sole, dove si andava per
conoscere, per parlare con gli altri, per stabilire relazioni.
Oggi
preferiscono le forme di Internet. Perché? Questa era la domanda che sarebbe necessario porsi.
L’altra cosa da
rilevare è la facilità di digitare
"cancella".
Questa è la rete. Il vantaggio della rete è la facilità di tirarsi
indietro: se trovi che è sconveniente, se sei annoiato, se pensi che
l'erba del vicino è più verde della tua, se pensi che lì ci siano più
opportunità, che non potresti cogliere perché sei stanco e perché sei
legato alla scelta precedente. Questo è il vantaggio della rete.
Non si trova spesso nei suoi
scritti la parola
"armonia"
che era nelle prime utopie. Non le piace particolarmente?
Sono un po' sospettoso e preoccupato sul concetto di armonia, sul
consenso universale, per esempio Juergen Habermas parlava di
comunicazione non falsata perché gli piaceva e perché secondo lui
portava al consenso universale.
Non credo a questo ideale, non credo che la gente sia felice di questa
unanimità, penso che la cosa più eccitante, creativa e fiduciosa nell'azione
umana sia precisamente il disaccordo, lo scontro tra diverse opinioni,
tra diverse visioni del giusto, dell'ingiusto, e così via. Nell'idea
dell'armonia e del consenso universale, c’è un odore davvero spiacevole
di tendenze totalitarie, rendere
tutti uniformi, rendere tutti uguali. Alla fine questa è un'idea
mortale, perché se davvero ci fosse armonia e consenso, che bisogno ci
sarebbe di tante persone sulla terra?
Ne basterebbe una:
lui o lei avrebbe tutta la saggezza, tutto ciò che è necessario, il
bello, il buono, il saggio, la verità.
Penso che si debba essere sia realisti che morali.
Probabilmente dobbiamo riconsiderare come incurabile la diversità del
modo di essere umani, si può essere davvero persone in tanti tanti modi
e questa è una benedizione.
luciano
minerva -
prom.it -
rainews24 - 2003
la modernità liquida da un lato ci rende insicuri
e dall'altro ci offre cancel o delete per tornare così nella fluidità
.
postmodernita'
e metafore
di modernità 'liquida e solida'
http://issuu.com/framapao/docs/capitolo_3
-
modernità liquida - www.raicultura.it/Bauman-modern-liquida
- intervista
http://en.wikipedia.org/wiki/There_is_no_alternative
.
Internet rende
possibili cose che prima erano impossibili. Potenzialmente, dà a tutti un
comodo accesso a una sterminata quantità di informazioni: oggi abbiamo il
mondo a portata di un dito. In più la Rete permette a chiunque di
pubblicare un suo pensiero senza chiedere il permesso a nessuno: ciascuno
è editore di se stesso, una cosa impensabile fino a pochi anni fa. Ma
tutto questo - la facilità, la rapidità, la disintermediazione - porta con
sé anche dei problemi. Ad esempio, quando lei esce di casa e si trova per
strada, in un bar o su un autobus, interagisce volente o nolente con le
persone più diverse, quelle che le piacciono e quelle che non le
piacciono, quelle che la pensano come lei e quelle che la pensano in modo
diverso: non può evitare il contatto e la contaminazione, è esposto alla
necessità di affrontare la complessità del mondo. La complessità spesso
non e un’esperienza piacevole e costringe a uno sforzo. Internet è il
contrario: ti permette di non vedere e non incontrare chiunque sia diverso
da te. Ecco perché la Rete è allo stesso tempo una
medicina contro la solitudine - ci si sente connessi con il mondo - e un
luogo di “confortevole solitudine”, dove ciascuno è chiuso nel suo network
da cui può escludere chi è diverso ed eliminare tutto ciò che è meno
piacevole. agi
.
Sentirsi liberi da restrizioni -
liberi di agire in conformità ai propri
desideri, significa raggiungere un equilibrio tra i desideri,
l'immaginazione e la capacità di agire: ci si sente liberi nella misura in
cui l'immaginazione non supera i desideri reali e nessuno dei due oltrepassa
la capacità di agire.
modernità
liquida
.
LA
SOCIETÀ LIQUIDA
L'IDEA DI MODERNITÀ O SOCIETÀ LIQUIDA È
DOVUTA, COM'È NOTO, A ZIGMUNT BAUMAN ...
C'È UN MODO PER SOPRAVVIVERE ALLA MODERNITÀ ? C'È,
ED È RENDERSI APPUNTO CONTO CHE SI VIVE IN UNA SOCIETÀ LIQUIDA CHE RICHIEDE,
PER ESSERE CAPITA E FORSE SUPERATA, NUOVI STRUMENTI.
MA IL GUAIO È CHE LA POLITICA E IN GRAN PARTE L'INTELLIGHENZIA NON HANNO
ANCORA COMPRESO LA PORTATA DEL FENOMENO. BAUMAN
RIMANE PER ORA UNA 'VOX CLAMANTIS IN DESERTO'.
2015
pag 13 umberto eco - pape satàn aleppe - 2016
.
definizione di società liquida
Concezione sociologica che considera l’esperienza individuale e le relazioni
sociali segnate da caratteristiche e strutture che si vanno decomponendo e
ricomponendo rapidamente, in modo vacillante e incerto, fluido e volatile.
treccani.it
.
.
.
AMORE LIQUIDO - Sulla fragilità dei legami affettivi
Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione
-ZB
.
La solitudine
genera insicurezza, ma altrettanto fa la
relazione sentimentale. In una relazione puoi sentirti insicuro quanto
saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua
ansia. Finché dura, l’amore è in bilico sull’orlo della sconfitta. Man mano
che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee
fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai. E non
sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro. Non acquisterà mai
fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l’ansia.
L’amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro
incerto e imperscrutabile.
...
Nel nostro mondo di individualismo rampante, le relazioni presentano i loro
pro e contro. Vacillano
costantemente tra un dolce sogno e un orribile incubo, e nessuno può mai
dire quando l'uno si trasforma nell'altro.
...
Quella di imparare l'arte di amare è la promessa
- falsa, ingannevole, ma che si spera ardentemente essere
vera - di rendere l'«esperienza dell'amore» simile ad altre merci.
...
Se non ci si prepara alla possibilità di fare scelte sbagliate, diventa
impossibile perseverare nella ricerca della scelta giusta .
...
E così è infatti, in una cultura
consumistica come la nostra, che predilige prodotti pronti per l’uso,
soluzioni rapide, soddisfazione immediata, risultati senza troppa fatica,
ricette infallibili, assicurazione contro tutti i rischi e garanzie del
tipo «soddisfatto o rimborsato», quella di imparare l’arte di amare è la
promessa (falsa, ingannevole, ma che si spera ardentemente essere vera) di
rendere l’«esperienza dell’amore» simile ad altre merci, che attira e
seduce sbandierando tutte queste qualità e promettendo soddisfazioni
immediate e risultati senza sforzi.
Senza umiltà e coraggio
non c’è amore.
Sono qualità entrambe indispensabili, in dosi
massicce, ogni qual volta ci si addentra in una terra inesplorata e non
segnata sulle mappe, e quando tra due o più esseri umani scocca l’amore, è
proprio in questo tipo di territorio che vengono spinti.
amore liquido
.
CONSUMISMO DELLA SOCIETA LIQUIDA
Viviamo, tutto il mondo vive momenti di
profonda incertezza. Dalla crisi economica
alle guerre che non cessano da anni in alcune parti del mondo. L'uomo
non ha più valori e punti di riferimento e nella post-modernità ha
reagito isolandosi, curando la propria individualità e perdendosi nei
meandri di una vita sempre più frenetica e costretta ad adeguarsi alle
attitudini del 'gruppo'.
Il consumismo della società liquida ha creato
rifiuti "umani", la globalizzazione e l'industria della "paura" hanno
dato vita a frammentazione e caos.
affaritaliani.libero.it - 2011
*
Fino a quando le relazioni
sono viste come investimenti redditizi
come garanzie di sicurezza
e soluzioni ai tuoi problemi
non c'è via di scampo
testa .. perdi
croce .. vince l'altro
zb
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