Spero tutti i poeti
impegneranno almeno una occasione a
scrivere per gli altri e non di loro .
Provino a condurre per mano i riflessi
degli occhi altrui con loro : i dubbi, gli spassi e le aspirazioni e
rendere così gli scaffali, i comò, i nostri spazi minuti,
scorciatoie e raccontini di letture azzardate,
meno ridotti e più accoglienti .
FERRARA 5 MARZO 1987
quando
vai in bicicletta
le sigarette se le fuma il vento
Matteo Bianchi ... 5.3.1987 - libraio
e giornalista ferrarese : left - ilSole24Ore - iI Foglio - Globalist.it -
redattore di Pordenoneleggepoesia.it
laureato in Lettere Moderne a Ferrara -
specializzato in Filologia e
Critica della Letteratura presso la Magistrale di Ca’ Foscari.
borsa di studio
presso la Literaturhaus di Wiesbaden - Germania 2016
. Poesie in bicicletta - 2007
- Premio Lascito Niccolini '10 . Fischi di merlo - 2011 -
Premio Rabelais '11 - Premio Turoldo '11 - Premio Oubliette ’12 - con una
nota di Mario Specchio . L’alba di Ladyhawke - 2012 - SILLOGE . L’amore è qualcos’altro - 2013
- con Alessio Casalicchio . UN'OMBRA IN DUE - 2014 -
SILLOGE - CON FOTO MARIA TERESA COLUCCI . LA META DEL LETTO - 2015
- PREMIO SPECIALE GIURIA PREMIO CASENTINO AREZZO . PREMIO LETTERARIO METAURO . secondo al premio f. graziano . PREMIO TRA SECCHIA E PANARO . I° PREMIO per la poesia CITTA DI SASSARI e
premio gIuria scuole liceo classico canopoleno . CHRISTOPHER - SILLOGE
INEDITA AL 2015 ITALIANO E DIALETTO - PREMIO GUIDO GOZZANO 2015
Chissà se la reclusione costante, al pari della
stretta al cuore per la perdita non delle piccole libertà quotidiane bensì
di un affetto, non ci costringa a crescere come fanciulli in lutto, travolti
e colmati da qualcosa che per riuscire a sopravvivere sproni a crescere
anzitempo, il sentimento rappresentato fedelmente dal male oscuro di Berto.
Possa quindi, ciò che ci spaventa e ci affligge, renderci migliori.-mb
samuele ed - 2021
L’approccio della
rivista è trasversale avvalendosi di qualsiasi strumento possa essere utile
per sondare il panorama della scrittura nel suo farsi, nel suo esporsi al
mondo, e perciò non come semplice esercizio estetico, ma anche come
dimensione etica. La rivista diventa così
uno spazio per rendere la poesia una chiave di interpretazione della realtà
. -mb intervista luigia sorrentino -
poesia.blog.rainews.it - 2021
Contemporaneo
Alessandro Manzoni e la parola in controluce Matteo Bianchi propone un invito
sentimentale alla lettura di Alessandro Manzoni nei 150 anni dalla morte
. Scopriremo un Manzoni contemporaneo, di cui
abbiamo bisogno ancora oggi, a partire dal suo “criterio del vero”,
l’esigenza di onestà dello scrittore che è modello di un intellettuale
che si assume la responsabilità delle proprie parole. feltrinelli - libreriauniversitaria -
aise - 2023
Il
lascito lirico di Corrado Govoni - Dai
crepuscoli sul Po agli influssi emiliani - presentato al salone del
libro torino 2023
Una
rilettura dell'opera crepuscolare di Corrado Govoni (1903-1958)
attraverso le ultime due generazioni di autori emiliani, con
un'attenzione particolare all'atmosfera ferrarese dal primo Novecento a
oggi, si è imposta nello studio di Matteo Bianchi nel momento in cui la
cifra elegiaca e l'abbassamento dei toni e del registro lessicale si
sono rivelati tratti somatici imprescindibili; con la premessa che la
vena intimista di stampo pascoliano sia pulsante lungo l'intera
produzione lirica del poeta di Tamara - anche a detta sua - e sia
sconfinata per mezzo delle descrizioni paesaggistiche nelle prose
poetiche de La santa verde (1919), rendendo Govoni un punto di
riferimento per le tendenze letterarie della provincia di Ferrara e di
quelle limitrofe. Govoni subì l'esistenza e
spesso ne fu travolto, ma i versi cominciarono a registrarlo con
nitidezza dopo l'uccisione del figlio Aladino (1944) nelle Fosse
Ardeatine per mano dei nazisti. Accadimento che
gli fece ritrattare davanti allo specchio ogni cosa, persino quel suo
minimo legame alla politica nazionale, rinnegando tutto e ritirandosi in
definitiva dalla mondanità erudita mal sopportata.
Allora recuperò in veste ancora malinconica, ma senza perdere
l'entusiasmo di fondo per la scoperta, il mondo agreste che mai avevo
smesso di mancargli. Se la curiosità lo aveva
accomunato a Filippo de Pisis, il ritorno nei dintorni ferraresi lo
aveva distanziato da coloro che avevano scelto di abbandonare "la musa
pentagona" per porti più sicuri, così lo stesso de Pisis e Giorgio
Bassani.
libreriauniversitaria.it -
sololibri.net/Il-lascito-lirico-di-Corrado-Govoni
-
raicultura.it/lascito-lirico-di-Corrado-Govoni
video - 2023
intervista 2024 :
pordenoneleggepoesia.it/lesperienza-del-poeta-si-fa-paesaggio-letterario
Questa
vita . Secondo Matteo - 2022 Il lettore, obbligato a saltare da un pensiero a
un altro, avrà la sensazione di avere l'autore di fronte e sarà tentato,
pensiero dopo pensiero, di controbattere, di condividere questo concetto
o di contestare quello successivo ma, quale che sia la sua valutazione
di lettore, non potrà non riconoscere che tante delle affermazioni, dei
desideri, delle tentazioni, dei sogni, alcuni anche arditi e talvolta
dissacranti, almeno una volta nella vita sono stati patrimonio anche di
chi legge.
unilibro - 2022
. l'altro imperatore - 2021- con andrea lunghi
-.PDF
Avrebbe continuato a marciare . Aveva continuato attraverso i
campi, lungo le rive dei fiumi, sopra i monti, dentro i boschi senza mai
fermarsi . Si era lasciato prendere soltanto là, sulla
terra smossa dagli zoccoli, da migliaia di stivali e di baionette, non
dietro una pergamena arrotolata . Li aveva guardati
con orgoglio sfilare per anni ai suoi piedi, ai fianchi del suo Marengo.
Eppure, in fondo, sapeva che un soldato è solo un uomo e che un uomo non
è solo un soldato .
FORTISSIMO
- PREMIO MAURO MACONI - SEZIONE GIOVANI - 2019 Tra un Fortissimo e un Mezzo piano, Matteo Bianchi
compone la sua personalissima sonata sul tema – prediletto – della
passione amorosa, scandita in movimenti ora lenti e indugianti, ora
nervosi e taglienti, fra malinconia, tenerezza, insofferenza, azzardo.
Se nella prima parte si affida alla forma diaristica – con schegge
narrative di raffinata complessità –, nella seconda declina il verso
libero con la libertà dell’estro e dell’intelligenza che da tempo gli
conosciamo, inanellando dialoghetti di sospesa intensità, figure che si
cercano e si perdono, gli oggetti della vita di ogni giorno: un
bollitore per il tè, il fumo di una sigaretta, «due bottiglie /
destinate a essere buttate». Alle origini di questa poesia è forse
una ferita, il sentimento di una perdita irreparabile, di un «vuoto
sconosciuto», cui nondimeno corrisponde l’aspirazione a una pienezza di
vita, al «frammento che porta dentro / l’intero». Rispecchiandosi nelle
figure lontane del mito, nelle loro vicende esemplari (Orfeo, Psiche,
Prometeo, Ulisse, Orlando pazzo per amore, Romeo), ma anche in figure
storiche di dolorosa umanità come Cesare Pavese, il giovane Matteo
sembra giungere a una sorta di primo consuntivo della propria vita, non
solo poetica, nell’urgenza di un dato esistenziale che non vuole
ripiegarsi su se stesso, ma farsi moralità, pietas, memoria, ostinata
volontà di conoscenza :
giancarlo pontiggia - fb/mb - 8.3.2019
ALCUNE POESIE SONO
STATE TRADOTTE IN ARABO SU Alaraby Aljadeed - fb7mb - 22.10.2020
il giovane matteo sembra
giungere a una sorta di primo consuntivo della propria vita, non solo
poetica, nell'urgenza di un dato esistenzale che non vuole ripiegarsi su
se stesso, ma farsi moralità, pietas, memoria, ostinata volontà di
conoscenza- giancarlo pontiggia
Io ti ripetevo che il poeta deve camminare . Non stancarsi
subito di tornare indietro riattraversare la stessa porta
reduce delle stanze quando scappa di casa
... mezzo
piano - pag 85
. LA VIA PER
CANOSSA È SEMPRE LA PIÙ DURA TRA NEVI ALTE FINO ALLE
STAFFE E NUDE ROCCE ASPRE VE NE PENTIRETE, FORSE UNA
VOLTA SUL PASSO, SUL PASSATO FATE ATTENZIONE AI CREPACCI
ALLE SIRENE DEI GHIACCI ...
pag 17
l'alba di ladyhawke tu se scrivessi una poesia non cambeebbe qualcosa fingeresti solo di aver risolto io ognuno ha la sua droga - il bluff della complessità - mezzo piano - pag 85
un insetto si
agitava sul terreno e un piede se l'è portato via senza rumore il cerchio terrestre combatte la fine del sentiero sopra i rami verdi sotto le
nostre sterpi pag 71
.
.
non la qualità delle cartucce sarà a stendere la preda di chi caccia a vista nella nebbiosa pianura bensì la quantità di coscienza il male conseguente al male mezzo piano
- pag 59 .
La pazzia di un
uomo alla stazione sta dentro ad un solo momento : la tua partenza . Il cielo sul treno è un deserto e non passa volta, bagagli al vento i miei occhiali non siano bagnati . Mandare giù tutto d’un fiato l’amaro boccone di un addio lasciato freddo nel piatto . Ritorna un tuo sorriso riflesso opaco dalle lenti . Il pioppo in cortile è pervaso dal sole
mezzo piano - pag 63
1 APRILE - Finalmente
vi ho fregati. Ho compreso che dopo il segmento
- la retta, se vi fa stare meglio - ha senso solo la
circonferenza; ho sentito sotto i piedi che la terra è tonda e
gira su se stessa come me, a differenza vostra che dentro
credete sia piatta. Dopo la prima non ci potrà
essere la seconda, la terza e via dicendo, ma soltanto l’unica
che chiude il cerchio . pag
34
.
' Sei aria pura, Psiche, sei ossigeno
per me ' . Aspiravo solo questa avventura è vera sulla
mia scorza : la pienezza della mela . Non sapevo
dell’ombra di tutto il verde che mi circonda dei salici
di scorta . Per te che gratti la poesia sulla torba
inferma che aspetti la pioggia torni al cielo sporca e
il sole si faccia meno pieno del suo calore l’amore è
qualcos’altro .
mezzo piano - pag 83
Insistevi che
il poeta deve
tutto alla musica. Ti ripetevo che il poeta deve invece camminare. Non stancarsi subito di tornare indietro riattraversare la stessa porta reduce delle stanze quando scappa di casa. Ti frugavo nella borsa per fare parole della mia penna le mie braccia di edera strette impotenti alle corde del tuo violino. Tralci di comunione e foglie rosse sopravvissute .
mezzo piano - pag 74
.
Fortissimo intende essere un omaggio a Camillo Sbarbaro e al suo Pianissimo, a un approccio al magma poetico tanto
controllato – per l’estremo rispetto nei confronti
della lingua – quanto
irrinunciabile e vacillante come una fiamma
- mb - pag 7
... La differenza, quando passavo la sera con
l’auto sul cavalcavia dietro casa, stava tra chi credeva che i lampioni
fossero solo singoli lumi, alla stregua di soldati messi a forza in
riga, piegati sotto il peso del loro cieco obbedire, e chi sceglieva di
proseguire, invece, e li vedeva uniti senza i margini degli elmi, o i
fili delle lampadine; un flusso indistinto fuori dagli schemi e
dall’opposizione cava dell’acciaio ...
-mb C’è nei versi di questo autore, lo
dicevo e va confermato, quell’idea di eterno consapevole che
tutto è 'uno scherzo, uno sbalzo di stagione', e pure che ogni
inezia relativa all’amore, nella nostra perpetua questione
privata che è la vita, rimane tutto. sandro abruzzese -
poetarumsilva.com - fb/mbianchi - 2019
Scrivere di sé
svestendosi dei propri panni, ammesso sia possibile, non è
immediato, ma di sicuro si possono prendere le distanze da
chi crediamo di essere ... -mb
fb/mb - 23.11.2019
E ci si
muove alla fine nella certezza di continuare a trarre alimento
da ciò che nel baluardo della pienezza umana è la forza della
vita che si attesta sul ciglio del burrone .
Non smetterò di volgermi al passato . -MB
paolo ruffilli - atelierpoesia.it - fb/mb - 2020
Fortissimo
è un libro aperto, composto da settanta testi, e vuole essere sia un
omaggio al Pianissimo di
Sbarbaro, un grande dimenticato della lirica italiana contemporanea, sia
un’esortazione affinché la poesia sia più decisiva nei confronti di chi
la riceve, della realtà 'animata' .
estense.com - 2019
fortissimo è diviso in sezioni
che danno comunque spazio alla poetica . l'autore scrive ' per coprire il silenzio - non per colmarlo
' . gilberto scuderi - gazzetta di mantova - fb/mb - 2019
Il poeta del nuovo
millennio deve essere più che mai un internauta visionario,
un comunicatore temerario. Come lo è Matteo Bianchi che nella sua
nuova raccolta, 'Fortissimo', compone versi originali e personalissimi
sulla passione d’amore ... eleonora
molisani - tustylemag - 2019
fortissimo è la
dinamica della composizione musicale,
l'intensità dell'espressione che racconta, della nota linguistica che si
fa parola sotto forma di brevi brani, di lacerti prosastici fino al
ritorno, nella seconda parte, al verso puro ... è una costruzione molto ragionata,
una preparazione alla sincerità del verbo amare e ratifica il timore di
subire un esito che fa paura, che fa perdere peso, che fa mangiare
compulsivamente, come se tutto fosse infine fuori portata.
alessandro moscè - prospettiva - 2019
Nella prima parte
diaristica del libro Bianchi registra una
quotidianità dolorosa ma passionale, con
una prosa poetica di particolare intensità, nella visione di una
normalità tra oggetti di uso comune e la visione di pulsioni alte e
coinvolgenti, e spesso, anche tormentose. Parlare delle piccole cose per
sondare quel grande spazio dell’interiorità che non si riesce a
controllare né ad analizzare. ottavio
rossani - poesia/corriere.it - 23.11.2019 MB presenta fortissimo a
trieste
matteo bianchi, serio e ironico, fantasmagorico, tra il
concreto e l'astratto, corporale e con l'anima. pierangela rossi - avvenire - 2020
LA META' DEL LETTO prefazione di anna maria carpi
Qui c’è Bianchi totale.
Il poeta che fissa gli
scorci, annota i discorsi, rapina le occhiate. Il suo è un andare sicuro
nell’incerto dell’amore, dei cimiteri, delle sigarette mezze fumate,
della neve, del piacere corrisposto e insoddisfatto con il clamore dei
suoi anni e di questo tempo. L’autore consegna al lettore anche la
parola d’ordine del suo cosmo poetico e del proprio randagismo
letterario, oltreché di cellule e sensi:
Solo contemplo un
altrove
ma vero, almeno nella finzione.
Non si può correggere
la crescita di un’edera
QUALCHE PENNA ANDAVA SACRIFICATA
MA LE ALI ERANO APERTE
UN'ALTRA CROCE IN MEZZO AL CIELO
Tradotto in inglese, francese e olandese, nonché selezionato
da Alberto Bertoni per l’atlante di poesia contemporanea dell’Università
di Bologna, Matteo Bianchi è approdato a un editore che sa il fatto suo,
dal respiro nazionale e oltre. E grazie a qualche manciata di versi che
sabato leggerà alla sua città con gli amici Roberto Dall’Olio e
Alessandro Tagliati. Versi scritti per avvicinarsi agli altri e non
smarrirsi, alla ricerca della propria ombra. ferraraitalia - 2015
Bianchi ricomincia daccapo ogni giorno e a ogni verso
– si legge nella presentazione del volume – tanta potente consapevolezza
scava accanita nella crisi, indaga nelle relazioni con la solitudine,
esplora la metà del letto che media il piacere e il sudario.
gazzettadireggio.gelocal.it
- 2017
L’elemento scatenante è la sofferenza
da ragazzo era l’essere accettato dagli adulti
In seguito sarebbe
diventata una necessità
una forma del mio essere
Canta, o Musa malinconica
di chi attende il ritorno di sé, coerente
immagina e sorprende il corpo
in questo purgatorio
Il buio insegna il bianco Soltanto nel buio di un riposo che non si rassegna sento l’abbacinarsi della neve
.
MI AFFIDO A TROPPA VOCE
PER COLMARE VACUITA'
GIA COMPLETE DI SILENZI
pag 21
C’era una bottiglia di spumante bevuta Nella fontana a fianco del binario
Per dissetare gli ultimi
i detriti nella gioia
di un addio
QUANDO E STATO TEMPO ERA IL DONO DEI SOGNI A CONCEDERMI
UNA SECONDA POSSIBILITA
DI VITA CON ME STESSO.
QUANDO SCRIVI PER GLI ALTRI
ACCETTA DI SACRIFICARE
UNA PARTE DI TE.
QUANDO VAI IN BICICLETTA
LE SIGARETtE SE LE FUMA IL VENTO. pag 121
A colazione : spremuta
d’arancia annacquata, doppio caffè e sigaretta .
Mi dicevi che non tutto è spendibile in versi .
Tu sei i miei secondi
e vorresti sentire
' io ci sarò per sempre? '
A prescindere da ciò che siamo adesso
nonostante i sentimenti
io per sempre non lo so dire
e nemmeno tu.
Noi non lo sappiamo dire
- non perché non l'abbiamo imparato -
proprio perché non lo si impara.
la sfida
è essere altro nei miei panni
per dimostrarmi sempre vero
ma come se fossi sotto vuoto
la poesia mi tiene in sé
e resto intero
POESIA E' URGENZA
DI VITA PROIBITA CHE
CON LE SUE DITA AFFUSOLATE
VA APRENDOSI IN ME. pag 18
IL PROFUMO DELLE MELE Spengo sigarette a metà nel posacenere sul terrazzo:
che siano i miei defunti a riaccenderle
pag 1
05
La sigaretta si consuma tra le dita: ridotto
a un niente
sono io dalla passione.
Per prima ti ringrazio
del seguito, della ferita:
noi siamo nel dolore
liberi davvero.
Un mozzicone si abbandona
di spalle, si fida della neve
nella salvezza che congela.
Ieri ho letto poesia sino a tarda notte
mentre tu facevi la vita
e fremente ad essa ti univi.
Lo scarto tra noi e l’esistenza
mio tradimento che contempla
e non s’incarna:
senso di colpa di chi riesce
di chi vince la mano col piacere.
Corrotti di natura
il timore è dannarsi insieme
in paradiso.
SUL FILO DELLA COLPA
MI TURBA DA SEMPRE CHIUDERE
LE DIVISIONI
CON UN QUOZIENTE DI DECIMALI
LE CIFRE IN AVANZO
DOPO LA VIRGOLA. pag 67
IL CIMITERO IN FONDO AL VIALE DEL BORGO, SEGUITO DAL FOSSO
QUELLO PROFONDO PER LE VIGNE.
LEGGERMENTE IN SALITA
INCALZAVI I PEDALI
A FATICA, OTTANT'ANNI
FATTI DA POCO E UNA FIGLIA IN ATTESA.
SOTTO LA TERRA UNA FERITA
DUE O TRE PREGHIERE
E L'ASMA RICORRENTE DI FRONTE AI CRISTI E AI VASI IN FIORE. CONCLUDEVI LA
MATTINA
DAVANTI AI CANCELLI A MEZZOGIORNO
SEDUTO PAZIENTAVI I PRIMI
RINTOCCHI, IL SUO RITORNO. pag 49
Umida e cieca invadeva le
mani penetrava la giacca.
Languida compagna del freddo infimo
quello in fondo all’autunno
in atomi, bulloni solitari
scomponeva i barlumi dei lampioni
l’alito dei pedoni marciare
giù in strada, fuori casa.
La scelta era evitata:
fragile coerenza del ghiaccio
presenza in blocco congelata
o apparente assenza dell’acqua
muta scorrevolezza.
L’accendino non reggeva la fiamma. Nebbia, nebbia padana.
Il
ragno magari ignora l’inquieta bellezza che ha creato
sul filo è necessaria la postura
ma tu non dimenarti
ascolta il tuo respiro
dosalo
non soffiare sulla tua sofferenza
abbine cura
la tela una volta tessuta e tesa
già non è più tua.
SONO SOLO,
VENEZIA
E SONO COMPLICE DELLA TUA BELLEZZA.
LE TUE CURVE CHE APRONO IL CIELO
BILANCIANO L'ASPREZZA CRUDELE
DELLA PAURA RIMASTA NEGLI OCCHI
I VUOTI DEI TROPPI POZZI.
E' L'ISTINTO DI COMPENSARE
IL MARE TI AGGREDISCE
AD OGNI NUOVA AURORA
NON SI AVVILISCE.
CHIUNQUE TI ABBIA GUARDATA
- IL DESIDERIO DI TORNARE
E FARTI PROPRIA -
TI HA RESA ESTRANEA ALLA VITA
INTOCCABILE.
'GUADARE E NON TOCCARE'
SUI TUOI ZIGOMI VENTOSI. pag
87
GIULIO CESARE ' BADA. BRUTO, TI DICO A OLTRANZA
CHE LA SPERANZA E ANCORA QUELLA
CHE DIVENTINO AMICI MIEI
LORO LA', ATTORNO AL FORO
MA TEMO MI TOCCHERA, INFINE
PUGNALARLI ALLE SPALLE.
NON FRAINTENDERNI
NON SI TRATTA DI DO UT DES
MI VORREI SEMPLICEMENTE FIDARE '.
LO DICEVA AL FIGLIASTRO, PERO
CON LE LABBRA FARSI GELO.
ALLORA SI STRINGEVA NEL MANTELLO
E SI LAMENTAVA di CONTINUO DEI CALZARI
LEGNOSI, GI FACEVANO MALE
NON RIUSCIVA A STAR SEDUTO
CAMMINAVA AVANTI INDIETRO
SEMPRE IN PIEDI
IV copertina
e se domani tu perdessi gli occhi?
non riuscirei piu' a scrivere.
perchè ?
non coglierei piu i particolari.
no. ci sarei io.
io sarei i tuoi occhi.
VI SEI DI FATTO A
CASA TUA E IO DI FATTO A CASA MIA. DI FATTO SIAMO SOLI OGNUNO COL SUO
SE.
L'ESTREMA COERENZA DEL CAOS
SIA FUORI CHE DENTRO DI ME. pag
35
il vento è vecchio
eppure soffia forte. un falco si spingeva in picchiata
libero dalle remore di cadere
dietro il dorso della preda
vinceva il volere del vento. qualche penna andava sacrificata ma le ali erano aperte un'altra croce in mezzo al cielo pag 101
la raccolta HA sempre la stessa grazia che insegue il lettore, le stesse
parole lievi ed accomodate nel modo piu' delicato ma sempre vigorose,
sempre sonanti, posate sulla pagina con estremo rigore, senza fronzoli,
senza trucchi del 'bravo' linguista ma con la naturalezza di chi adopera
la sua lingua alla maniera dei veri poeti che con le parole tessono
affreschi e pitturano quadri con la delicatezza del loro puro spirito. arnaldo ederle - l'arena - 2015
FERRARESE TENACE HA TENTATO PIU VOLTE LA FUGA
A VENEZIA. SI E LAUREATO IN LETTERE MODERNE ANCHE SE AMA
QUELLE CLASSICHE E SI OCCUPA DI COMUNICAZIONE MA ALLA SUA MANIERA. III copertina
Dopo l’ultima scossa il campanile non batte più le sette
insieme alla mia sveglia:
qui è l’ennesimo silenzio.
Anche la mia sabbia si è mossa
quella che non sapevo
mi assicurasse le ossa
così la calce con le fondamenta
le intorpidiva.
Poi il lutto del crollo. Siamo sotto l’assedio del dolore privati dei luoghi in cui pregare.
In capo al nostro corrimano
ti ho chiesto scusa:
l’amore risolto invecchia,
quello insoluto eterna.
Poesia è un soffio sui narcisi
il mio legno diviene anima
e il mio sasso ragione.
Noi siamo
solo se accettiamo di non essere.
Bianchi è un poeta metafisico, ma non della straordinarietà. Troppo
astuto, troppo attento al pastiche dell’ipermodernità per concedere
spazio all’immensità ingenua della lingua senza briglie. roberto dall'olio - pelagosletteratura.it -
2015
Credo che 'La metà del letto'
colga in questa quartina una dei suoi apici, toccando la condanna
del poeta, quella che già Baudelaire consegnava ad Albatros di
sentirsi incarnato. La pena di avvertire l’essere eterno nella carne
che non è tale. Il tormento di avere pensieri infiniti prigionieri
di un destino non infinito. E in questa denuncia Matteo si fa
compagno di pena di ogni essere che sia davvero umano e, cioè,
consapevole di questa sua dimensione luciferina, di ex angelo, di
deietto, di creatura decaduta, di ek-sistenza, di una perdita
dell’Essere nell’esistere. Tutte le religioni, tutte le filosofie e
le letterature da qui nascono e a questo mistero fanno ritorno .
da introduzione roberto pazzi - facebook.com/Gruppo.del.Tasso - 2015
. ... C’è sempre una velata meraviglia
nelle parole asciutte, quasi parlate, di Matteo. La sua è a tratti
una conversazione con la vita, a tratti un’invettiva. Cambiano gli
interlocutori, le persone care, gli amici, gli amori, ma Matteo è
alla vita che parla, in faccia, senza peli sulla lingua, con la
spudorata spontaneità di un metro che si sente pensato a lungo,
forse ripetuto a bassa voce nel buio di tante sere. Matteo non
esita, non aspetta la mannaia, lui. Corre fuori a inseguire male, amore,
delusione, speranza per le strade di una Ferrara che sembra essere stata
appena evacuata. Qui non c’è tempo per esitazioni: l’altra metà del
letto, quella vuota, non è sopportabile. La morte e la malattia vanno
tirate sotto la luce della poesia e fatte a pezzi loro, finché ce n'è,
finché fanno male. Questa e l'illusione e la forza di ogni gioventù che
nei versi di Matteo corre radiosa e irruente cercando un finale, un
ultimatum, una sentenza senza appello o una promessa che qui può solo
essere mantenuta. Non c’è posto per i tradimenti nelle parole di Matteo.
Qui c’è un patto fra chi scrive e chi legge, qui l’interpellato dovrà
rispondere: della delusione che suscita, dell'amore che ha sciupato, del
dolore che ha lasciato crescere come un’erba cattiva ...
diego marani - lanuovaferrara.gelocal.it - 2015
. È una poesia, quella che ho tra le mani, a cui non
occorrono particolari filtri e nemmeno giochi di prestigio. La metà del
letto è un libro chiaro e intimo, in cui la famiglia, i ricordi, l’amore
si intrecciano fino a scorrere con naturalezza tra gli argini della
vita.
natalia castaldi - carteggiletterari.org - 2015
.
Per essere poeti, e sentirsi tali, non è
necessario portare il ‘peso’ degli anni e della memoria, struggersi
nella nostalgia o addirittura nel pessimismo. Basta amare la vita,
sentirla, in tutte le micro e macro emozioni che ci riserva, anche e
soprattutto nella quotidianità ...
la poesia, oggi, deve incidere nel nostro intelletto e nel nostro cuore
grazie a una forma efficace, deve trasmettere un ideale, deve condurre
alla velocità del suo stesso ritmo non solo a una riflessione, ma a
un’azione. Che sia una carezza, una stretta di mano, una presa di
posizione. Basta che sia autentica.
camilla ghedini - ferraraitalia.it - 2015 . Fumando sigarette
a metà nei cimiteri silenziosi, levando lo sguardo verso le nuvole piene
di voli o nella solitudine ovattata della neve, l’onestà dell’autore ci
conquista, perché è ammissione spassionata che gioia e dolore in questa
vita si prendono per mano e ci accompagnano fino alla fine. Matteo
Bianchi ha il pregio di ricordarcelo soavemente, fino all’ultima riga. E
si rimane con la voglia di leggerne ancora. eleonora molisani - tustyle.it - 2015 . non soffiare sulla tua sofferenza, abbine cura ... Questa poesia è nata durante il
terremoto: il centro di Ferrara con la sua bellezza cristallizzata nei
secoli mi ricordava molto una tela, che è la base del sostentamento del
predatore ma è anche la morte della preda ovviamente. Paradossalmente,
noi che abbiamo costruito la bellezza di Ferrara nei secoli saremmo
diventati la preda della nostra stessa opera, se fosse crollata con il
terremoto. Dico di non
soffiare sulla nostra sofferenza perché è
la sofferenza che ha prodotto le poesie - che sono sempre forma -
ed esse sono la risultante di un esercizio sofferto.
La sofferenza è il nesso che intercorre tra causa ed effetto,
tra forma e sostanza. La poesia, che è molto più vera della prosa,
nasce dalla coincidenza di qualcosa che l’ha generata, quindi se
soffiassi su una tela e la spezzassi, mancheresti di rispetto alla
poesia, che non è altro che la sofferenza che fuoriesce dal dolore: 'dai
diamanti non nasce niente / dal letame nascono i fior', se vogliamo
citare De Andrè. linda morini - listonemag-it - 2015
. TERREMOTO EMILIA Dopo qualche ora mi
sveglio masticando l’aria e il bario al gusto di gomma invecchiata di
dieci anni. Guardo fuori dalla finestra, l’occhio destro mezzo chiuso,
un paio di operai alle prese con un mucchio di cemento e una fossa.
Osservo lo spettacolo di desolazione
intorno a me: letto disfatto da circa una
settimana, pila di piatti nel lavabo così alta da assumere le sembianze
della torre di un castello diroccato; sulla scrivania un mucchio di
carta strapazzata nel quale fogli bianchi e tentativi abortiti di
articoli si mischiano al punto che sembra impossibile dividere gli uni
dagli altri. Bisogna avere il
caos dentro per partorire una stella danzante, diceva il filosofo.
-MB
lorenzo mazzoni - ilfattoquotidiano.it - 2015
. Il libro si configura come un
poemetto
le cui ideali scansioni sono segnate da date
precise, toponimi, parole chiave vergate in corsivo, che costituiscono
pietre miliari di un unico percorso che non avrà fine in una redenzione,
ma in un nuovo inizio. Il libro parla anche d’amore, ma parla
soprattutto d’altro. Tema centrale ne è la morte, della perdita
definitiva, di cui il poeta fa per la prima volta esperienza diretta, e
cui si ribella con tutta l’energia e la rabbia della gioventù, per
chiamare la vita, per cercarla ovunque, da una Ferrara silenziosa,
sfuggente e piena di mistero, a una Venezia, “salata Canossa”, che, con
la sua annichilente bellezza inafferrabile e inattingibile, non può non
farci pensare alla Morte a Venezia di Thomas Mann, per tornare,
circolarmente, nelle ultime pagine, alla Ferrara del post terremoto, che
si fa metafora esistenziale della ricostruzione di sé dalle macerie
della propria storia, le stesse da cui il libro prende l’avvio, per
risalire a ritroso la corrente della memoria.
chiara de luca - poesia.blog.rainews.it - 2015 .
Fin
dall’incipit, negli squarci sognanti abbacinati di neve, montagne e
speranze, Matteo Bianchi affascina per il sentimento metafisico della
realtà. patrizia
garofalo - tellusfolio.it - 2015
Mi vergogno delle dolci calde
e impotenti, del letto sfatto
nel quale non riposo
ma mi scopro a fantasticare.
Adesso, cara, mi andresti tu
persino innamorata. fb/poesiafestival
2015 <
dove puo' portare la poesia ? io la
concepisco come trasformazione, attraverso gabbie razionali, di
sensazioni ed emozioni che spesso ci pacificano con la realtà. in questo senso incidendo sul nostro cuore e
intelletto, grazie alla riflessione, può indurre all'azione.fosse anche un abbraccio, una carezza o
una semplice stretta di mano.se è
autentica, è poesia. camilla ghedini
- il resto del carlino - 2016
.
instagram poesia
No, quella su Instagram non
è poesia : non si scrive per un pollice
alzato ma per restare . Per questo, leggo Sbarbaro e
obbedisco a un vuoto sconosciuto .
tu credi ? Credo nei particolari poiché solo da quelli si intravedono le
intenzioni della regia . Credo negli altri e nelle
infinite possibilità del presente, almeno per le nostre ridotte capacità
di previsione . Quando scrivo, però, obbedisco alla
metà del letto che mi manca, a un vuoto sconosciuto . pangea.news - claudio furin - dialogo con mb - 2019
.
.
l'autore è molto attento a chiamare gli altri
oggetti che lo circondano ad agire da veri e propri correlativi
oggettivi del proprio 'esserci', non senza un dispiegarsi di conseguenze
psicosomatiche che ricordno a lui e a tutti noi la precarietà e la
difficoltà di esistere.
alberto bertoni - la repubblica bologna - 19.5.2019
.
. in qualità di poeta come ti
rapporti con il mondo dei social ? La tradizione è tutela delle nostre radici, dimora
della nostra identità . I
social sono pieni di poeti dilettanti,
poeti da strapazzo . Gente che galleggia in superficie, che
affoga tra i cliché. in
che modo vorresti essere ricordato: abbozza il tuo epitaffio Quesito tanto divertente quanto inquietante .
Ripenso alla figura ingrigita del poeta di Maupassant, quasi un decoro
sbiadito sulla moquette di una Parigi bene verso il tramonto della Belle
Époque. E chiudo: “Mai un Bel Ami, ma
magari un brav’uomo” o anche “Sperava
di farla franca”. pangea.news/matteo-bianchi - 28.5.2020
.
.
La poesia non si
accontenta di una lettura e tanto meno di una lettura distratta .
Di più, ci riporta a un brusio buono, biologico, alle parole sostanziali
dei sentimenti . mbianchi -
poesia.blog.rainews.it - 9.11.2020
Scrivere
è un atto rigenerativo a seguito di un trauma, di uno scossone in senso
etimologico . Nella composizione provo a misurare i miei
limiti attraverso quelli metrici e a trovare vie di fuga dai miei soliti
punti di vista : Alienato il mio canto la linea tra te e gli altri distingue la poesia dal vero a cui non mi è concessa
supplica. Intimi come
non mai i miei demoni
ed io. giulia montanari intervista mb -
filomagazine.it - 2022
.
Un'ombra in due cinquantaduesimo titolo della collana Coincidenze.
propostO agli amatori da 1 a 199 esemplari
numerati a mano. fb/edizionilarca.felice
FISCHI DI MERLO seconda opera poetica di Matteo Bianchi
- poeta di talento impegnato su più fronti culturali .
Il titolo evoca suoni, atmosfere, percezioni e riflessioni che hanno
coinvolto la sensibilità e il pensiero di numerosi e importanti poeti.
Ferrara è una città situata in pianura e il canto dei merli in primavera ha
un significato chiaro. All’alba annuncia il giorno e alla sera la notte. Due
tempi che possono simbolizzare due eventi estremi: la nascita e la morte. caterina camporesi - filidaquilone.it https://youtu.be/dScrP4kj7LI
i poeti del duca la 'ferraresità' dei poeti - le borgate - la spal ed i cappelletti in
brodo Matteo Bianchi ha introdotto con un saggio una
selezione di inediti delle venticinque voci – a suo discernimento – più
significative di Ferrara, voci liriche che appartengono alle ultime due
generazioni. .
Atto civico e gesto d’amore, questo libro ci persuade che si può fare città
con la memoria dei poeti, le cui vive parole evocano, mentre lo pretendono,
uno spazio civico entro il quale garantirsi circolazione e risonanza.
Ricostruire un tratto della tradizione poetica di Ferrara è dunque ripensare
la sua storia e ridisegnare la sua mappa, impegnandosi con rinnovato fervore
all’antico progetto della città ideale. Sono i poeti, del resto, ad
allestire con precisione imperitura lo spazio in cui prende forma la vita
che riconosciamo come nostra: tracciando le vie, modellando le piazze,
erigendo le mura e seminando gli orti e i giardini intra moenia in cui si
conservano i nostri affetti e le nostre memorie. E sono loro che nel tempo
rendono pensabile, e per ciò stesso vivibile, questa nostra secolare,
struggente e complessa vicenda pentagona. monica farnetti
Cortigiani Bada, Bruto, ti dico a oltranza
che la speranza è ancora quella
che diventino amici miei
loro là, attorno al foro
ma temo mi toccherà, infine
pugnalarli alle spalle.
Non fraintendermi
non si tratta di do ut des
mi vorrei semplicemente fidare. estense.com - 2014
lorenzo mazzoni - ilfattoquotidiano.it
Piace a chi scrive queste righe immaginare che il dictator Gaio Giulio Cesare, il quale abbatté grazie alla fama delle sue
imprese le barriere della Storia, per una sorta di contrappasso abbia subito
la medesima fine che, forse, aveva pianificato per il suoi avversari
politici: la doppiezza di una pratica relazionale che simula benevolenza per
poi, viceversa, pugnalare alle spalle coloro cui si è finto di concedere
fiducia per averne in cambio altrettanta – modus peraltro operandi di una
politica malevola nonché attualissima. Quasi il tradimento fosse inevitabile
in un ambiente corrotto e disumano, magari Cesare in fondo credeva, a sua
volta, che alcuni di questi amici e rivali fossero sinceri con lui; perciò i
miei versi in calce dedicati ai cortigiani che ho selezionato e raccolto nel
suddetto volume. Venticinque voci per diffondere tra la gente la poesia di
Ferrara. Poeti di un Duca che altro non è se non l’ombra metafisica di un
passato aureo, una tradizione umanista che, dai fasti dell’età estense, ha
lasciato segni tangibili. I cortigiani, membri di una cerchia privilegiata
attorno al potere, in senso lato, siccome eruditi alcuni si sono distinti
per statuto lirico, altri, dotati di una spiccata sensibilità, per stato
nativo, elettivo, di natura (cfr. Edoardo Sanguineti); di fatto prigionieri
di singoli individualismi espressivi, e dunque frantumi a sé stanti. Una
corte di frantumi, voci nate spaiate e non separate da un organismo
unitario. saggio introduttivo deserta bellezza di
ferrara - MB tellusfoglio - 2013 . La mia curatela ha voluto
seguire la visione all’infinito leopardiano di Bassani il quale scrisse ne L’odore del
fieno - 1972 - che dietro i grandi alberi delle mura, oltre la massa lustra
e compatta del loro fogliame, si indovinava un’aria aperta, una brezza quasi
marina.
MATTEO
BIANCHI ilgiornaledelpo.it - 2014
.
alla fine la poesia, come tutte le forme
d'arte, è anche un abito, qualcosa che indossi per mettere ordine, ma
può coprire, non è detto che riveli soltanto. l'uso della metafora e delle
figure retoriche plurisemantiche ti consente proprio questo: significare
bianco e nero insieme. l'ambiguità del verso ti consente di essere una cosa
e al contempo anche il suo contrario. Nessuno sa davvero cosa c'è: mettendo
a confronto sè stesso ha il riflesso di quello che c'è dentro di lui ma non
di quello che sta nel cuore ...
La poesia è protezione: scrivendo mi
sentivo sicuro perchè potevo nascondermi dietro gli angoli ...
intervista - silvia accorsi - sport comuni/letteratura - 2017
Da noi in pianura i merli
sono i primi uccelli a cantare
e gli ultimi a salutare il giorno tellusfolio.it disegno silvia fricchettoni
Alla Morte non piace chi le rida a fianco
e la trattenga per spasso
ella ci affatica, ci sfinisce il fiato.
Un fulmine a caso ci priva del passo.
Taglia la gente da capo a capo
ma la mia pelle sarà dura
la mia pelle sarà di ghiaccio.
Di fronte al cancello del
ghetto sta il bisogno
di alleggerire il passeggero
di riversare i fondi del caffè
sul registro degli ammessi al nero.
Dopo aver improvvisato un avvenire
più o meno profondo.
«Che cosa stai aspettando?» «Io? l’esito degli esami. E tu?»
«… che qualcuno mi aiuti da lassù».
Mai avevo compreso il muro
della mia camera d’ospedale
fosse così umido e il reale
ne corrodesse i lumi
le nostre tremule cere.
Più non pregherò
nella cappella Sant’Anna
stringendo tanto gli occhi
in balia del vento.
«A chi servono i poeti?»
Dietro alle svolte del reparto
c’erano rigogliosi i vasi
di ficus beniamino
lontane dagli esuli schiamazzi
dei giovani pazienti
quelle piante si tenevano a stenti.
Avere la via tutta per sé possederla seppure scomoda
ciottolata assolata
là in mezzo al paese.
Avere intorno le case
ad altezza d’uomo
alla tua misera altezza
quella quotidiana
che scansi davanti alla specchio
ogni mattina.
Le rondini accaldate scendono a terra
non giocano
sul marciapiede del viale
e la gente è ai balconi
affacciata alle finestre ingiallite
delle case basse del porto.
Un’assurda indifferenza
ti attraversa, ti pervade
il fragore schivo del mare
frammisto all’intimo odore
degli usci delle case.
Perché continuare
a camminare ?
Mi voglio fermare.
Ali di carta
Una sonda pesante
in un tempo lontano
spinse sulla Luna
due piccoli uomini.
S’appoggiò lenta
sul sorriso velato
del Lago dei Sogni;
cicatrice antica
tra ombra e riflesso.
Cauti scendevano
gli estranei avvolti
in metallo brillante
e vetro trasparente.
Spariva il mistero
della dolce speranza
di ritrovare raccolti
i senni smarriti.
Un gatto balzò
in cima ad un tetto;
affascinato mirava
lo splendore adorno
sul pezzetto di cielo.
Poeta alla finestra
rapito t’incanti,
scrivi parole rubate.
Non riposi, rimpiangi.
E sogni l’amore. premio caput gauri 2006 - inedito
Nasci. Le radici saranno passato.
Perché aspettare l’attesa
di scorgere la realtà
tra i rami del presente?
Perché non gettare lo sguardo
nell’universo piatto
di un’illusione televisiva ?
Prima di svanire
le foglie erano futuro.
Con il volto supino al cuscino mi perdevo nell’inseguire
i moti quieti della polvere
mentre risalivano i raggi del sole
filtrare dai ricami delle tende.
Quasi uno stormo di gabbiani
si smarrisse lentamente
nel seguire l’orizzonte
lasciandosi trasportare
e travolgere dolcemente
dalla brezza marina
senza battere d’ali.
Granelli di polvere
alla deriva. poesie in bicicletta 2007
Sospesa
Nel gemito raccolto
di una macchia
si aprono le viole
figlie di Marzo.
Sparpagliati in terra
i pensieri acerbi
annaspano nel biancore
dei gigli d’alto fusto.
Si inerpicano i versi
improvvisi
in cima ai rovi di more
ai camini
cotti dal mezzogiorno
alle narici boscose
dell’anfratto:
ci s’innamora in un palpito
delle pause incalzanti
sciupate al tatto
dei giardinieri, nate
poco più in là del baccano.
La finzione, presto
sfiorite
ammalata di fatiche
nel palmo di un amore.
Il profumo e il fiore
sono la medesima cosa
ne sto essiccando qualcuna
non vorrei trascurarli
i tuoi germogli sinceri. caput gauri 2009 - inedito
rivista Il Convivio
Quando camminitendi
a guardare il selciato
porti il peso del cielo
ma la fiducia si basa su niente
È leggerezza
Dov’è quando serve l’imbonitore che strilla in piazza
l’incanto della vita
e lo dona al prezzo di un sogno ?
Mi piacerebbe fossi seduta comoda sulla poltrona di fronte
nostro vagone trasognato
con i graffiti ai finestrini
e le porte mezze aperte.
Rincuorandoti sornione
e a voce mansueta :
«è stata una bella giornata
no ?»
- cercandoti la pelle,
una carezza sotto la manica -
«ogni tanto ci vuole
una giornata così». Mia cara, di ritorno
dalla vacanza fingo solo
la vita si possa orientare
come più ci aggrada e deciderla
dall’altana di casa
la mattina in piedi sul letto
prima di andare al lavoro.
So bene quanto sia pura apparenza
- ma quale asso in mano, quale azzardo ? -
di sorprendere la fuga del treno
tratto di lazzo che ci lega al caso.
Uno sconto di pena.
Uno scherzo, uno sbalzo di stagione.
È un assurdo spasso quello dei problemi.
Ti lasciano
un mezzo respiro
per illudersi
che la salita sia finita
ma quando l’aria
non è giunta ancora
nei polmoni
quando l’ossigeno
ancora non è il tuo fiato
è proprio allora
che ricominci a vivere
nella tempesta
e nelle ombre
trattieni il passo
di tanto in tanto
nell’occhio del ciclone. rivista poeti e poesia
Vedo corvi volteggiare a spirale
oltre il ponte dei ricordi
sui lampioni affezionati.
Si prendono gioco del cielo
un po’ come noi.
Riprometto a me stesso
stamane impotente
di bucarlo da sgombro
questo nostro vedere
azzurro cronico.
Aspiro dagli occhi gli altri poeti con devozione:
compromessi di ragione.
Ascolto riempirsi i polmoni,
calmarsi di stracci
venduti per poco
bucce di castagne alla brace.
Sono un fumatore:
avido accosto le parole.
La pioggia scava la condensa sul vetro
e lascia a sé
lo sguardo spento.
Il grigio è denso
e rigato:
è segnato
il carcerato
dietro le sbarre
di ferro consumato.
Tutto di fuori è assonnato
ma dentro impreca
grida l’immenso.
Mi sento un’ombra
di chi non so
di chi non c’è
tra la folla. fischi di merlo 2011
Mi pareva ti fossi fatto la
barba e sgridavo il
riflesso tuo al mio specchio
non volevo la tagliassi.
Ci si rade alla luce
con fermezza contro il pelo
e zelo si scende il mento
la nostra commistione di gioia
e ripetuto tormento.
Tu, invece, eri spento.
Tu di riserve ed io di resti. Le briciole non sono per me.
Ho una dignità.
Mi gridavi dentro.
Cos’è infine un verso
se non un resto amato troppo
e raccolto ai limiti dell’io?
Sfilavo la camicia dal risvolto
le maniche stropicciate di ieri.
Dopo la sottrazione
dirai di amare il tuo dolore.
Cumuli di foglie morte. rivista secondo tempo
Felicità non è mai equilibrio è un dolcissimo eccesso di vita
infiammata, da indolenzire il cuore.
Inquietudine
avrei preferito annegare
alla mancanza d’aria …
eppure pare lo stesso sentire. rivista poesia
Fare provviste Magra stagione. La data del nostro amore in tavola sull’etichetta di un vasetto rosso. Quel giorno eterno già c’era chi pensava all’inverno: pomodori secchi.
l'amore è qualcos'altro - 2013
LAVAPIATTI
Aiutando mia madre scoprivo inutile di me il puzzo del pesce si
levi dal piatto col limone. Ma la frustrazione no; quella è
ostica, si radica alle piccole cose e investe la soddisfazione
mai a bastare entro lo spazio del buio. Impedisce un pasto
tranquillo.
l'amore è qualcos'altro - 2013
In capo al nostro corrimano ti ho chiesto scusa l'amore risolto invecchia quello insoluto eterna.
Di solito era la tua paura a portarsi dentro ogni speranza i semi
di una vita più pura . A meno che non fosse timore di te che ti
obbligasse a ripiegarti a una mera sopravvivenza . «O trascendenza
o morte nei ritratti sulle lapidi : che l’affetto la spunti,
oramai dipende solo da chi li guarda . da periferiche - atelierpoesia.it - inediti
- 2023
A Giulia È caduta un’ala dalla finestra
ho alzato gli occhi, ho perso il filo
se non mi tenessero tanto
occupato a pensare
avrei già imparato ad oltrepassare
gli sforzi protrarsi dei corpi
da una frotta di frustrate promesse
travolti, e ad unirmi a te.
Folata troppo feroce
per la tenuta di una mosca.
Dove non si vede spettro di un suono
c’è un silenzio, lo stesso della mano
intenta che appunta poesia
sul diario vicino al frigo, in cucina.
Sospettavo che tu avessi ragione.
Con il tuo consiglio non pronunciato.
La nostra strada tocca a noi e nessuno
la può tracciare al nostro posto.
Solo un esempio da seguire, saggio
quello di Cristo in terra
ma non credevo di comprenderlo qui
straziato tra baroni arenati
della letteratura di regime.
Ad Alessandro Il distacco dal Sole
ha sempre un che di triste.
Tu, cieco, provi orrore
per il rumore del suolo che si apre
l’eco profonda del suo ventre
ti mette in croce
non più tua la distanza
degli occhi e dei passi
ma tutto oblio.
Falso caos dei fumi di città
tra specchi caduti in pezzi.
Noi legati ad un soffio
irrecuperabile il rintocco
della pendola, pulsare
delle campane dietro la collina.
Bruciano proprio tutto
insieme al legno della sepoltura.
Il regista è sempre quello
meno coinvolto.
Gli attori non possono fare altro
poiché il film sia bello
esistere.
giorgio bassani l’inserto di cultura e spettacolo de Le Monde dedica alcune
pagine intense alla vita di Giorgio Bassani, a Il giardino dei Finzi-Contini
ma soprattutto a Ferrara.
Alla penna estense che la Francia ha accolto a braccia aperte, specialmente
tra gli scaffali delle librerie sulla Senna .
'Il sole al tramonto, forando una scura coltre
di nuvole bassa sull’orizzonte, illuminava vivamente ogni cosa: il cimitero
ebraico ai miei piedi, l'abside e il campanile di san Cristoforo poco più in
là, e sullo sfondo, alte sopra la bruna distesa dei tetti, le lontani moli
del Castello Estense e del Duomo'.
segue articolo di mb > http://lanuovaferrara.gelocal.it/tempo-libero/2014/07/26/news/le-monde-una-ferrara-alla-francese-1.9660419 . According to the young Ferrarese poet and journalist
Matteo Bianchi,
Bassani’s books teach young Italians “the
importance of diversity and the value of those who are weak in a society that
cares only about appearance.”
Bianchi showed me around the new headquarters of the city daily, La Nuova
Ferrara, where passages from “The Garden of the
Finzi-Continis” have been painted onto the walls of
the office of Stefano Scansani ...
michael z. wise - newyorker.com - 2015
c'è unbattito
inesorabile a cui fa fede chiunque con
l'orecchio si avvicini a noi e voglia ascoltarlo: è il beneficio
dell'attesa. E non c'è da meravigliarsi, il tempo non può influire.
Il tempo resta fuori.
Basta fermare un istante tutto il resto intorno, come quando si aspetta
qualche caro di casa che ritorni, il campanello all'entrata
... La tua fine -
L'inizio per qualcun altro fb/mb - immagine ferrara 2014
.
L'umiltà sottende un
confronto serrato con i propri limiti, con la realtà di quello che si è -
sana o meno che sia - e non con la pretesa di quello che ci si illude di
essere. Stringendo, talvolta basterebbe mettersi nei panni degli altri.
fb/mb - 25.10.2017
quando la riguardo dal traghetto mentre si allontana,
o già sotto casa tra i miei pensieri. L'Elba
Book Festival ha mostrato una convinzione che
non avrei potuto immaginare; come non avrei pensato di conoscere una
giornalista che è riuscita a rimanere se stessa pur controvento e contro le
voci più insensibili; o un insegnante che anche se considerato un ebete
perché si alzava contento ogni mattina, ha cominciato a non sentirsi in
colpa per quel sorriso inaspettato, ma lo ha perseguito sul serio; o un
fotografo che ha dato il massimo solo per la sua terra, per la sua gente. Per quanto buio possa accadere, o possa essere
assecondato da chi si è perso,
la luce non è mai una sola. E il bello è che non sarà mai
la stessa, né potremo tenerla per noi . fb/mb - 22.7.2018
.
Se vogliamo guardare al futuro
senza badare solo all’ordinario, dobbiamo pensare allo
sviluppo economico di Ferrara. Essere lungimiranti. E per noi passa per la
questione ambientale, sia per la nostra salute, sia per migliorare la
qualità della vita. Pensate a chi verrà domani, ai nostri figli e ai nostri
giovani. Servono nuovi posti di lavoro e serve salvaguardare le nostre
eccellenze. fb/mb - 17.5.2019
.
cooperatore consiglio comunale ferrara
Quando hanno chiuso le Circoscrizioni, dove ho
cominciato la mia esperienza per mettermi a disposizione di chi abita il mio
quartiere, il rapporto con le amministrazioni locali si è complicato.
E questa distanza va recuperata per proteggere il significato stesso di
comunità. Ho scelto di
candidarmi con Roberta Fusari perché confido
nel civismo e in chi ha avuto il coraggio di lasciarsi alle spalle il
proprio passato ideologico, come confido in una concezione laica di famiglia
e senza pregiudizi di genere. fb/mb - 20.5.2019
.
Finalmente
anche a #Ferrara un blog
collettivo che tratti di argomenti collettivi . E stringenti,
smontando le paure e smorzando le percezioni amplificate dai populisti .
Sì, perché chi manipola le percezioni
delle persone è populista e disonesto. fb/mb - 25.9.2020
Non ho animali domestici
ma ho fatto l'operatore alla
LIPU-
Lega Italiana Protezione Uccelli
- ferrarese dai 16 ai 20anni
.
gli alati mi hanno ispirato da sempre
tanto è vero che ho scritto i primi versi sui falchetti che solcavano la
campagna circostante la città.
col mio più caro amico abbiamo continuato fino a poco tempo fa a cercare una
delle rarissime coppie di aquile
che nidificano sulle fronde del Delta Padano ma
senza mai scorgerle in cielo.
Ho dedicato otto anni intensi - dai 15 ai 23
- alla
scherma - praticavo la
spada
a livello agonistico
- e al gioco
degli scacchi rendendomi conto di quanto potesse essere divertente persino
la logica. E utile al fianco della creatività.
VENEZIA - 2014
VENEZIA hai definito venezia
come una “sfatta libertina di tarda età”… venezia
per te è una milf?
No, perché la milf presuppone la presenza di figli, mentre
Venezia non ha prole, è sterile. Non può avere
figli perché è troppo bella. È inarrivabile. È impossibile il confronto.
Forse più che una milf è un “mummione”: l’ho sempre pensata come uno di
quei luoghi che hanno un proprio universo in cui si ogni volta che ci si
mette piede. È come se il tempo lì stesse alle regole della
città e non viceversa. linda morini - listonemag.it - 2015
Non ho mai
considerato il compleanno un giorno da conservare più degli altri. Ma ieri è
stato diverso, la mia Manny mi ha sorpreso con chi mi vuole bene e mi ha
dedicato un paio d'ore fuori programma. A volte crediamo di essere soli
perché siamo noi a non dare il giusto spazio a chi ci sta vicino, a non
renderci conto di chi vuole andare e di chi è sempre rimasto. E grazie a
tutti per la montagna di auguri..!! Speriamo bene ^^ fb/mb - 6.3.2017